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Archive for the ‘Politica estera’ Category

Sembrava concludersi senza infamia e senza lode la gestione di un anno e mezzo alla Farnesina da parte del Ministro degli Esteri Terzi. Di stile non dissimile da quello del suo sorridente e azzimato predecessore Frattini, in altre parole. E invece  ecco che arrivato a pochi giorni dal capolinea di questo governo, mette in scena improvvisamente il rifiuto di restituire i nostri due fucilieri alla giustizia indiana come avevamo in un primo tempo promesso dopo il loro breve rientro per il voto, causando così facendo un serio incidente diplomatico tra i due Paesi amici che di giorno in giorno pare aggravarsi.

Nulla contro i nostri due fanti di Marina, intendiamoci. Hanno fatto il loro dovere e, si sa bene, è un mestire pericoloso quello del soldato che può comportare anche dei rischi personali. E non biasimo nemmeno il Ministro della Difesa Di Paola che, da buon ex Ammiraglio in Capo, voleva proteggere al meglio i suoi uomini in questa sfortunata vicenda. A leggere i resoconti di stampa invece meraviglia non poco che il Ministro Terzi non abbia tenuto in alcun conto il monito sui possibili gravi effetti della decisione sui nostri rapporti con il colosso indiano proveniente dall’ambasciatore a Dehli, così come l’assenza di sua consultazione previa con la UE, con l’ONU e con gli stessi USA. Prova ne è che nel groviglio del diritto internazionale e delle relazioni diplomatiche così scatenato, i nostri rappresentanti stanno ora cercando con affanno un sostegno che tarda a manifestarsi da ogni parte deciso come vorremmo. La patata bollente resta insomma nelle nostre sprovvedute mani per ora.

Sono sicuro che tutti i birilli ritroveranno alla fine il loro equilibrio grazie al gioco di interessi superiori da entrambe le parti. Mi domando però se serviva alla credibilità del Paese e perché no, alla sua disastrata economia, la spavalda trovata del Ministro uscente. Un “tecnico” per giunta.

Max

 

 

 

 

 

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La domanda non si riferisce solo al futuro del PD, ma a quello dell’Italia.
E cerco di tenerli disgiunti, i due elementi, perché un partito può cambiare e financo morire, ma un Paese ha diritto a un destino meno incerto.

Le ultime consultazioni ci hanno restituito un quadro confuso dal punto di vista degli schieramenti politici, ma chiarissimo se le vogliamo leggere – come è doveroso – come giudizio su quello che potrà e dovrà essere il cammino dell’Italia: fate le leggi che finora avete rimandato o ignorato, date segnali di responsabilità, offrite risposte a chi finora ha avuto solo promesse, lavorate al nostro futuro.

Diamoci una mano. Non è così difficile. Basta volerlo, davvero.
Ascoltate la voce di tutti. Ve ne saremo grati, tutti.

Barbara Biagini

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Al grande settimanale che per primo aveva avvertito il mondo dell’inettitudine del governo Berlusconi a governare l’Italia, questa volta ci permettiamo di non credere.
Mancano pochi giorni ad un evento con ogni probabilità tra i più importanti in Europa nel 2012 e noi tifiamo per Hollande alla presidenza della Repubblica Francese. Perché mettiamo la crescita e il lavoro prima dell’austerità nei conti, perché crediamo in un freno all’onnipotenza dei mercati, perché vogliamo una più equa distribuzione della ricchezza, perché puntiamo ancora una volta all’unità politica del continente come via d’uscita dalla decadenza economica e culturale d’Europa. 
Con l’avvento della sinistra al governo nel primo tra i cinque grandi Paesi della UE non stentiamo a credere che altri ne seguiranno l’esempio a breve e che la stessa crisi che attanaglia ora la sua società dal Sud al Nord, dall’Est all’Ovest vedrà prima uno sbocco positivo per tutti. I conservatori hanno fallito, la ripresa tocca a noi adesso.
LE CHANGEMENT C’EST MAINTENANT : viva Hollande Presidente!
Max   

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Dopo il blitz di Cameron e Sarkozy a Tripoli prima e a Bengasi poi, non senza ben orchestrato bagno di folla osannante, perfino la Turchia di Erdogan si è riaffacciata sulle sponde del Mediterraneo Arabo protestando un’antica e panislamica amicizia a quei popoli nel risveglio dalla tirannia.
E il nostro lungimirante governo quale politica estera ha espresso verso questi nuovi e importanti accadimenti a noi così vicini?
In Egitto e in Tunisia quasi nessuno li ha visti; in Libia invece ha percorso imperturbabile tutto l’arco delle posizioni: dalla trionfale e pagliaccesca accoglienza dello stesso sanguinario raìs a Roma un anno fa ai seguenti tentennamenti sull’appoggio ai ribelli e sulla partecipazione ai bombardamenti NATO, via via fino a un brevissimo e goffo incontro a Milano con un esponente del nuovo governo rivoluzionario in viaggio per Parigi. Fino alla totale scomparsa dalla scena di questi giorni.
Più elastico di così! 
Ma non disperate, vedrete che prima o poi anche Frattini (chi?) una passata da Tripoli ce la concede.

Partecipate al sondaggio che proponiamo sull’argomento, meglio se condito da un commento…

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