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Posts Tagged ‘Francia’

Sono quelle che mancano per sapere se l’Eurozona è salvabile e con essa la moneta unica, se un sogno lontano di un’Europa unita concepito da leader politici lungimiranti sulle macerie dello spaventoso conflitto mondiale più di mezzo secolo fa,  ha ancora la possibilità di realizzarsi o siamo invece di fronte ad un cammino inverso di disintegrazione politica, declino economico e culturale del continente con oscure prospettive per tutti.

In queste ore in Grecia si tengono elezioni decisive,  pro e contro quanto fin qui faticosamente costruito in Europa. Nuova Democrazia e Pasok, i due partiti ellenici tradizionali sostengono la permanenza nell’Euro del loro paese, altri alla loro destra e sinistra non ne vogliono sapere o quanto meno intendono rinegoziare le condizioni. Quasi una roulette russa!

Di contro in Francia PSF e Verdi si avviano a conquistare stasera la maggioranza all’Assemblea Nazionale contribuendo a dare uniformità istituzionale al governo appena eletto senza l’aiuto delle ali estreme. Un quadro di forza invidiabile per Hollande per perseguire un chiaro indirizzo filoeuropeo specie verso le diffidenze economico-finanziarie tedesche. Ci attendiamo che il nuovo governo ed il PSF stesso facciano del loro grande paese la guida riconosciuta del rilancio europeo in tutte le sedi.

Alla fine di Giugno cruciale sarà poi l’esito della riunione del Consiglio a Bruxelles. Ardua la scelta della Germania: in parole povere credere al futuro d’Europa e sottoscriverne il sostegno finanziario in questo difficile passaggio o guardare all’immediato interesse di casa preparandosi a gestire la fine dell’Euro? Se Angela Merkel punta al giudizio della storia, la sua decisione è forse già presa!

Max

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Al grande settimanale che per primo aveva avvertito il mondo dell’inettitudine del governo Berlusconi a governare l’Italia, questa volta ci permettiamo di non credere.
Mancano pochi giorni ad un evento con ogni probabilità tra i più importanti in Europa nel 2012 e noi tifiamo per Hollande alla presidenza della Repubblica Francese. Perché mettiamo la crescita e il lavoro prima dell’austerità nei conti, perché crediamo in un freno all’onnipotenza dei mercati, perché vogliamo una più equa distribuzione della ricchezza, perché puntiamo ancora una volta all’unità politica del continente come via d’uscita dalla decadenza economica e culturale d’Europa. 
Con l’avvento della sinistra al governo nel primo tra i cinque grandi Paesi della UE non stentiamo a credere che altri ne seguiranno l’esempio a breve e che la stessa crisi che attanaglia ora la sua società dal Sud al Nord, dall’Est all’Ovest vedrà prima uno sbocco positivo per tutti. I conservatori hanno fallito, la ripresa tocca a noi adesso.
LE CHANGEMENT C’EST MAINTENANT : viva Hollande Presidente!
Max   

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Nulla di più provinciale di un provinciale che si vuole sprovincializzare! La conferma viene – purtroppo – dal Politecnico di Milano, che sembra aver deciso non di migliorare la conoscenza dell’inglese e di altre lingue da parte dei suoi studenti (cosa giustissima), ma addirittura di tenere i corsi solo in inglese. Lo ha già fatto un polo didattico di medicina, nella stessa città.

Quando si pensa, non si formula pensiero astratto, ma si pensa in una lingua che, in genere , è quella nativa.  Cambiare a 20 anni è arduo ed inutile. Di più: medicina e ingegneria non sono facoltà teoriche, come fisica, ma a contatto rispettivamente con i pazienti (al 99% italiani)  e gli operai. In che lingua professionale si spiegheranno i laureati international?

Da anni assistimiamo alla comica di congressi nazionali- ad es. di medicina – con lingua ufficiale l’inglese, nei quali il relatore, per lo più incapace di improvvisare in inglese – legge tabelle ed il pubblico si sforza di capire. Per fortuna poi, al bar, ci si spiega in italiano, anche regionale.

Ci sono popoli ai quali l’invasore ha tolto la lingua nazionale; nessuno ne ricordo così vile da rinunciare alla propria volontariamente. Specie quando essa ha la storia, la completezza grammaticale e sintattica, la letteratura della nostra.

Interessante notare che, in questi stessi giorni, la Scuola e la Cultura francesi chiedono ai candidati all’Eliseo di impegnarsi per un migliore studio del francese e delle lingue classiche (greco antico e latino) dalle quali esso deriva. In fututo, potremo sempre chiedere a un francese, o a un senegalese, di insegnarci l’italiano ed il latino.

GdC

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Tra 8 giorni si gioca l’Eliseo, e con lui le chances delle sinistre in Europa. Sui giornali italiani, asserviti in gran parte, poco o nulla. Accanto allo sfidante Hollande, si collocano molti interessanti personaggi della sinistra “radicale”, alcuni suoi possibili collaboratori al governo: la verde Eva Joly, Melenchon (10%), Poutou (operaio di grande carica umana), la Arthaud (insegnante “comunista”), l’anziano Cheminade. Molti non raggiungereanno l’un per cento, ma nei loro programmi c’è molto di interessante. La Francia è ai confini, ma sembra sulla luna. Si preferisce discettare sul nulla.

GdC

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