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Archive for the ‘Campagna elettorale’ Category

 

Domenica 17, alle 14,30, in piazza del Duomo a Milano.

Bersani, Ambrosoli, Vendola, Pisapia e Tabacci insieme per la “pre-chiusura” della campagna elettorale.

Pre- perché rimane un’altra settimana per volantinare, incontrarsi e discutere. Per provare a cambiare.

 

barbara

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Segnalo la pagina Facebook del circolo Aldo Aniasi – PD Milano Centro: http://www.facebook.com/pages/Circolo-PD-Milano-Centro-A-Aniasi/100209073474010

Il biglietto di presentazione: Uno uno spazio aperto e democratico, fisico e virtuale, di condivisione politica.

Il luogo fisico è a Milano, in corso Garibaldi 75 (tel. 02 657 5560).
Qui vi aspettiamo se avete voglia di contribuire alla campagna elettorale (c’è da tenere aperto il circolo quanto più possibile, da fare volantinaggio, da partecipare ai gazebo in giro per la zona) e di partecipare alla politica declinata in senso locale, ma non solo.

Poi ci sono i nostri contatti solo in apparenza immateriali:
email pdmilanocentro@fastwebnet.it
sito web http://www.pdmilanocentro.eu

 

barbara biagini

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Ricorderete forse il mio auspicio di qualche settimana fa da queste righe a richiamare Renzi in servizio per vari motivi tattici di campagna a ns vantaggio. Leggo anch’io che Bersani lo ha fatto ieri stesso, trovando apparentemente con lui un’intesa volta a inseguire i montiani nel loro stesso campo centrista per assicurarci almeno in parte il consenso di quell’elettorato e arginarne comunque la pesante offensiva “liberal” in atto. Ben fatto PL, il momento giusto è proprio questo a me pare: lo riconoscevano ieri sera anche Diamanti e D’Alimonte a “Otto e Mezzo”.

Gli stessi studiosi non negavano tuttavia la difficoltà dell’operazione in presenza nel ns ventaglio di coalizione di posizioni più radicali e più moderate al tempo stesso. Come riconciliarle tra loro perciò nell’offerta politica? Diamanti richiamava l’attenzione ad altri grandi partiti della sinistra europea e americana che questa supposta contraddizione contengono al loro interno come condizione stessa per vincere le elezioni. Certo per farlo occorre la sintesi di un grande leader che vi aggiunga la sua forza di persuasione personale, io credo. Confido che Bersani sia all’altezza del compito che lo attende e ci porti in regalo Camera e Senato fra 50 gg. 

Allora leggevo commenti perplessi a questa ipotesi. E adesso?

Max

 

 

 

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Noi militanti di nome e di fatto siamo un po’ smarriti, per dirla con un eufemismo. Le imminenti consultazioni (quando si terranno ancora non si sa) saranno di coalizione, ma la coalizione ancora non esiste! Vendola dice no a Casini da lui ricambiato, Di Pietro schiude in “retromarcia” al PD ma Bersani non gli crede, mentre all’interno dello stesso PD oltre ai due mastodonti alcuni fan vista di aggiungersi al numero, altri (forse) si ritirano e altri ancora ci stanno pensando! Per non dire delle regole attese fra una settimana ma ancora molto disputate : un turno solo o due? E se due, chi puo’ votare al secondo? L’albo dei votanti lo facciamo sì o no? Il simbolo del partito accanto al nome dei candidati lo mettiamo o no? E via almanaccando a volontà.

Davvero un po’ troppo per non far sperare ancora una volta una destra in libera uscita e far puntare ancora più in alto i grillini festanti. Non ci sembra di chieder la luna perciò se sollecitiamo la dirigenza tutta del partito a far chiarezza se non bene, almeno presto per non perdere delittuosamente l’autobus!

Max

 

 

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Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo , Cagliari quasi tutte le città più importanti del Paese sono oggi governate dal centrosinistra che ha vinto, talora stravinto, le amministrative locali in diversi, complessi e spesso avversi quadri politici di riferimento. Non solo, l’ultimo responso delle urne locali vi ha aggiunto anche innumerevoli comuni di più piccole dimensioni strappati a una destra ormai in via di sgretolamento. I Sindaci che hanno conquistato il favore popolare con queste importanti affermazinoni o sono del PD o, in caso contrario, dal nostro elettorato sostenuti, votati e perciò stesso portati al successo. E’ un fatto questo del quale non si può non tener conto nel congetturare prima e orchestrare poi una strategia vincente per il 2013.

Si presenta irto di incognite quell’appuntamento fra 8 mesi, ne abbiamo testimonianza quotidiana fin da ora! Si va dalle inquietudini interne del PD sui temi etici alla sua scelta delle alleanze (con tutti non si può andare, ragazzi!), dalla consistenza della mina vagante M5S alla perenne riemersione del grande sogno centrista con o senza il suo capotreno (Forza Italo!), dalla durata dell’asse Vendola – Di Pietro a chi tra noi guiderà la coalizione dopo le primarie. Per non parlare delle convulsioni della destra in corso, e della margherita da sfogliare sulle intenzioni del Professore. Variabili tutte queste niente affatto indipendenti ma funzione l’una dell’altra, tanto per semplificare il quadro. Sullo sfondo la tenuta dell’Euro e gli scenari derivabili! Basta così?

Da qui la mia proposta. In un clima di tale e tanta complessità perché non far assistere il Segretario nelle sue scelte decisive, cruciali da una Consulta dei Sindaci di centrosinistra al governo nelle città e centri più significativi? In condizioni sempre diversificate e difficili hanno saputo recepire l’umore della gente, l’hanno interpretato correttamente e l’hanno convogliato nel voto vincente della nostra maggioranza. Sono il nostro valore aggiunto, il nostro fiore all’occhiello di oggi: chiediamo il loro consiglio autorevole, il loro appoggio concreto nella sfida più importante che ci aspetta!

Max

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Traduciamo liberamente da un bollettino appena giunto dal Labour Movement for Europe (LME).

” Tempo di qualche emozione per la sinistra europea questo.  I recenti successi elettorali nella grande regione tedesca del Nordrhein-Westfalen e l’elezione di Hollande alla presidenza francese testimoniano infatti del declino finalmente in corso della politica conservatrice nella UE.

Va detto tuttavia che la minaccia dell’uscita dall’Euro della Grecia unita al proliferare di piccoli patiti nazionalisti sorti qua e là in Europa non danno spazio a troppo autocompiacimento e inducono piuttosto il Partito Laburista così come gli altri partiti della stessa famiglia a scambiarsi idee sul come concepire un piano strategico unitario per vincere in questo clima di incertezza economica e fragilità sociale…”

Segue una serie di appuntamenti in calendario in GB tesi a far incontrare membri autorevoli del LP con i colleghi per lo più di SPD e PSF proprio per concertare insieme un’ipotesi di azione politica comune in Europa (significativo di questi giorni un appello ai militanti LP per un porta-a-porta in appoggio alla tornata dei ballottaggi di Domenica in Francia)

E noi del PD dove siamo, mentre le “altre” sinistre si ingegnano ad aiutarsi tra loro? Di Europa siamo soliti parlar molto, ma cosa facciamo in pratica per rilanciarne l’idea tra la gente? Chi se non la nostra parte dovrebbe occuparsene oggi che pare addirittura l’unica uscita possibile dalla crisi? Perché i ns deputati non vanno a questi incontri, se non altro per ascoltare la lezione europea da quelli che già la praticano?

Questi ed altri interrogativi sorgono spontanei alla lettura di quel bollettino. Noi non riusciamo a scorgere l’Europa tra le priorità del PD oltre al frequente enunciato. E’ ora che ce ne accorgiamo invece e cambiamo marcia. La storia non sta lì ad aspettarci.

Max

 

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Sono quelle che Francesco Laforgia, coordinatore del PD milanese, lancia dalle colonne de “L’Unità” del 1. giugno.

Ala luce dei risultati delle recenti elezioni amministrative e dell’elezione – giusto un anno fa – di Giuliano Pisapia a sindaco della città (ex) capitale del berlusconismo, Laforgia propone una riflessione sul passato e tre idee per il futuro.

La riflessione su ciò che è stato:  il PD ha vinto dove saputo superare le divisioni interne e far proprio un messaggio di cambiamento e partecipazione.

Le idee sul futuro del PD:
1. Elezione dei parlamentari da parte degli iscritti e degli elettori. Il 50% da parte degli iscritti, per inverare i concetti di partecipazione e  di responsabilità che fanno di un partito una formazione dotata di senso. Il 50% da parte degli elettori, perché un partito ha un senso solo se è aperto.
2. Creazione dei “Comitati per l’Italia”, luoghi di discussione sul PD, seguiti fra settembre e novembre da assemblee territoriali che si esprimano sull’idea di Europa, sulla crisi e sulla riforma della politica per contribuire alla definizione della linea del PD.
3.  Totale rinnovamento della compagine che chiederà il voto alle prossime elezioni politiche.

A margine, la richiesta di fare di Milano uno dei luoghi chiave della campagna elettorale. Per ripartire sulla scia di un vento che qui è già cambiato.

L’articolo completo

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