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Archive for the ‘Umberto Ambrosoli’ Category

Sono tra quelli ai quali la sconfitta in regione proprio non è andata giù. Non l’avevo nascosto tra queste righe del resto. A mo’ di consolazione vedo però che non sono il solo: lo dice a chiare lettere anche FAzimonti su Repubblica di oggi.

Ma come? Non solo abbiamo scelto un candidato gradito a tutta la sinistra e a buona parte dei moderati in campo, ma altresì opposto a un degno rappesentante di quelli che avevano governato fino a ieri immersi negli scandali, nella corruzione, nel malafare più diffuso e non siamo riusciti a prevalere nel consenso? Qualche errore marchiano dobbiamo pur averlo commesso se è andata in quel modo, questa volta sì nostro malgrado nella scelta del candidato!

Ambrosoli mi aveva confessato di non aver potuto raggiungere i lidi più remoti della Lombardia profonda, quella delle valli cioè, dei paesini, del contado in senso lato che pur conta molto nella regione più popolosa d’Italia. Ma, ammesso che basti come ragione della trombata subita, chi mai c’è andato fra noi a sostituirlo adeguatamente nelle nicchie lombarde più conservatrici? Lui si era infatti limitato ai capoluoghi di provincia dove era stato largamente compensato (11 su 12 se ben ricordo).

Male anche i primi segnali del “dopo”. Ambrosoli aveva chiesto unità dei 2 gruppi in consiglio per una conduzione più incisiva di un passato soporifero della ns opposizione. Risposta PD: nessuna presa di responsabilità ufficiale (tanto il ricambio direttivo arriverà al congresso, la scusa!), nessun gruppo unico in consiglio.

Ricordando la sconfitta precedente di Penati su Formigoni ad opera della stessa segreteria, direi che ci si potrebbe fermare qui stavolta: alle sue dimissioni c’è già un ritardo di 13 giorni se guardo il calendario!

Max

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Domenica 17, alle 14,30, in piazza del Duomo a Milano.

Bersani, Ambrosoli, Vendola, Pisapia e Tabacci insieme per la “pre-chiusura” della campagna elettorale.

Pre- perché rimane un’altra settimana per volantinare, incontrarsi e discutere. Per provare a cambiare.

 

barbara

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In Germania il crollo dei Liberali alleati della CDU di Merkel, dati oggi al di sotto del 5%  soglia per l’accesso al Bundestag, lasciano ben sperare in un successo di SPD + Verdi alle elezioni di Settembre o quanto meno ad un pareggio con la destra. In GB i Conservatori, lontani dalle promesse di modernizzazione che avevano fatto, stanno collezionando sconfitte nei sondaggi, oggi tutti a favore dei Laburisti. Perfino in Ungheria pare che il sostegno al governo ultranazionalista di Orban stia scemando tra la gente giorno dopo giorno, facendo invece avanzare i socialisti. Possibile che soltanto da noi, ad un passo dalla vittoria del centrosinistra, si assista al contrario ad una rimonta della destra anomala e populista PdL + Lega ?

Ma c’è di più. La nuova formazione di Monti, lodevole finché vi pare nell’intento di fondare un partito conservatore democratico ed europeista anche in Italia, di fronte alla scelta di un’alleanza di governo resa necessaria dalla legge elettorale in essere per il Senato (premio seggi su base regionale) assume una posizione “equidistante”. Tra chi cioè tende loro una mano da sempre per un’intesa riformista e chi, avendoli appoggiati fino a ieri, decide oggi di attaccarli senza risparmio su tutta la linea. Dov’è mai finita la ferrea logica del Professore? L’elettore, ivi compreso il suo, avrà pur diritto di sapere in anticipo quale governo sceglie col suo voto!

Avvicinando la lente alla Lombardia, regione chiave per la partita al Senato, Mannheimer vede la destra in leggero vantaggio su di noi per le politiche, non diversamente dalle regionali. Semplicemente incredibile dopo le gesta del governo formigonleghista appena dissoltosi! Per nostra fortuna, continua M, ci sarebbe Albertini in campo a rendere possibile il recupero anche a così breve termine. Non resta che puntare invece su Ambrosoli a mio giudizio, affinchè forte della sua integrità, trasparenza e distanza dagli indecenti politicanti di destra, faccia breccia finalmente tra i lombardi e ispiri un voto di conformità anche al Senato.

Max

 

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Dapprima Umberto Ambrosoli ha dichiarato di non voler fare una “guerra santa” sulla scuola pubblica/privata, come anche sulla sanità pubblica/privata (“Non sono per il tutto pubblico o tutto privato, non faccio guerre sante, la finalità deve essere il miglioramento dell’ istruzione e il controllo di come vengono spese le risorse, che saranno sempre meno nei prossimi bilanci, e quindi bisognerà ridisegnare le priorità”); poi ha fatto marcia indietro.

Il privato è talvolta più efficiente, soprattutto in ambito sanitario. E’ un bene che la sanità funzioni bene. Come anche la scuola.

Ma la sanità, come la scuola, noi – il pubblico – la paghiamo. E non è un bene che i nostri soldi vengano dirottati a favore di enti privati, almeno non in mista massiccia e magari non del tutto trasparente.

Io questo mi aspetto, da un candidato del centrosinistra alla presidenza di una regione: che non sia fazioso, che rispetti la Costituzione (che riconosce il diritto dei privati a intraprendere, senza costi aggiuntivi per lo Stato), che sia anche – anche solo un po’ – di centrosinistra.

Barbara Biagini

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