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Archive for the ‘Città vivibili’ Category

Martedì 9 gennaio si è svolta presso il CAM di corso Garibaldi la prima delle presentazioni pubbliche del pedaggio che dal 16 graverà su chi entra in automobile nella zona delimitata dalla cerchia dei Bastioni.

La seduta pubblica della Commissione Mobilità del Consiglio di Zona 1 si è risolta (si fa per dire) in buriana: contestazioni, rabbia, urla, offese pesanti. Dopo un’interruzione di un’ora la folla (circa 400 persone, ben di più delle 80 consentite dalla capienza della struttura comunale) ha ascoltato (di nuovo, si fa per dire) l’assessore Maran illustrare la misura anti congestione.

Sin dalla mattina la rete pullulava di messaggi che segnalavano la presenza in massa all’incontro di leghisti e pidiellini appositamente mobilitati per orchestrare una sonora contestazione. Non c’è dubbio, peraltro, che anche molti residenti dell’area interessata alla norma siano fortemente contrari al ticket – che pure si applicherà per loro, e in misura ridotta, solo dopo quaranta accessi annui.

E’ da segnalare che sul fatto che i residenti e domiciliati in centro siano obbligati a pagare per entrare nella zona in cui abitano non c’è completo accordo nella maggioranza. Fabio Arrigoni, PD, presidente del Consiglio di Zona, ha dichiarato: “Questa situazione va risolta calmierandola rispetto al residente. […] è una sperimentazione a sei mesi, comunque c’è una verifica. Io credo che su questa cosa ci siano spazi per ripensamenti”. Lo stesso Maran non ha escluso modifiche, e il sindaco Pisapia ha espresso la disponibilità dell’amministrazione  “non a trattare, ma ad ascoltare i rilievi per eliminare le criticità con modifiche limitate per evitare penalizzazioni di alcuni cittadini rispetto ad altri”. La situazione sarà monitorata mensilmente per arrivare a una “valutazione complessiva” dopo un’esperienza di sei mesi.
Da ultimo, una considerazione: in risposta ai tre referendum cittadini del 12 e 13 giugno 2011 la maggioranza dei votanti si è dichiarata favorevole, fra l’altro, a che il Comune si impegnasse a “ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di Ecopass e la pedonalizzazione del centro”.
E ora? O, meglio: e il 16 giugno?

Il resoconto della seduta dalla cronaca milanese di “Repubblica”
La replica – sempre da “Repubblica”, cronaca di Milano – del sindaco Pisapia
Le opinioni di alcuni cittadini nel video sul sito del “Corriere della Sera”
L’articolo di “Cronacamilano”
Le pagine del sito del Comune su Area C

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Una serie di avvenimenti importanti per l’avvenire del Paese domina in questi giorni l’attenzione dei media e sconcerta non poco la gente comune.

Tra i più vistosi e variamente recensiti vale la pena di ricordarne alcuni.


I rifiuti a Napoli

Di chi la colpa dell’incredibile situazione nella quale è precipitata la città?
Come risolvere il problema dopo i tanti scaricabarile e annunci miracolistici miseramente falliti?
Come non vedere che l’accaduto ha ormai rilevanza nazionale e a che a quel livello va avviato a soluzione?

 

La riforma fiscale

Preme alle porte per la vulnerabilità del quadro economico-finanziario italiano, che ci tallona tutti da vicino.
Il manovratore è Tremonti, ma la sua prudenza non sembra condivisa da altri esponenti della maggioranza, che spingono invece verso un disperato recupero di voti attraverso una rischiosa riduzione fiscale.
Rialzo dell’IVA, aumento del prelievo sulle rendite, taglio drastico ai costi della politica, rimpasto di aliquote e detrazioni, patrimoniale, rilancio della caccia all’evasore sono tra le misure più discusse e variamente pesate della riforma.
Cosa ci riserverà alla fine questo governo?

 

La P4 di Bisignani

Cosa ha reso possibile che un individuo, fino a ieri sconosciuto ai più, divenisse uno strapotente faccendiere capace di condizionare le istituzioni democratiche ai suoi punti nodali?
Quali le misure da approntare affinché il caso non si ripeta, quali controlli mettere in campo per fermare l’infezione al suo nascere?

 

I travagli dell’opposizione

Il clima di risveglio politico improvviso scandito dall’esito delle due consultazioni popolari stravinte contro il governo in carica sembra ancora faticare a trovare una convincente traduzione nell’iniziativa dell’opposizione.
PD, Sel e IdV – obbligati compagni di viaggio – non hanno ancora né un programma, né un’organica coalizione né un leader comune
E’ troppo presto? Gli italiani non sono ancora pronti?
O sono i partiti del centro-sinistra a essere in ritardo rispetto al Paese reale?
E il terzo incomodo, il Polo di Centro, che fa? Sta ancora alla finestra? Fino a quando continuerà a scegliere di non scegliere?

 

Troppe domande?
O a ben vedere si tratta di un limitato campionario degli interrogativi che la gente, a ragione, oggi si pone sugli sbocchi che possono avere questi fatti nella vita di ognuno?

 
Qual è il vostro punto di vista?
Avete un’opinione su uno o più di questi temi?
Scrivetela nel box “Lascia un commento”. Poi selezionate il tasto “Guest”: inserite un indirizzo e-mail (che non sarà reso pubblico) e il  nome con cui intendete firmare il vostro intervento.

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Il 29 giugno alle ore 21,00, al circolo Aniasi si parla di decentramento amministrativo.

Daniela Benelli – assessore all’Area metropolitana, Decentramento e Municipalità, Servizi civici – e Fabio Arrigoni – presidente del Consiglio di zona 1 – presiedono un incontro fra i cittadini e i consiglieri comunali di zona e i consiglieri di zona 1.

Quali sono i poteri dei nove Consigli di zona milanesi?
Qual è l’autonomia di queste assemblee? Quali i loro rapporti con il Comune?
Questi organi sono utili alla cittadinanza? E la cittadinanza può, da parte sua, essere utile ai Consigli?
Cosa come quando cambierà – se cambierà – in questa materia dopo l’elezione del sindaco Giuliano Pisapia?

E quali sono le questioni urbane più urgenti?

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Le preferenze degli abitanti di Milano che hanno votato per i nove referendum – quattro nazionali e cinque cittadini.

I voti degli italiani che, in Patria e all’estero, hanno risposto ai quattro quesiti nazionali (a differenza di quanto riportato sul sito del ministero dell’Interno, i dati sono quelli definitivi).

Una sintetica rassegna stampa dal sito di Vita, periodico espressione delle maggiori organizzazioni italiane del terzo settore.

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Alle 22,00 di domenica 12 giugno, prima delle due giornate referendarie, l’affluenza supera il 40% degli aventi diritto al voto.
http://referendum2011.interno.it/
41,14%: è la percentuale di quanti hanno espresso la propria opinione sui primi due quesiti (affidamento dei servizi pubblici locali e tariffa del servizio idrico).
Sull’abolizione del nucleare si è pronunciato il 41,11% (strano… doveva essere questo il traino della partecipazione).
Il quesito sul legittimo impedimento ha raccolto il 41,10% delle adesioni.

Stando a quanto dicono gli esperti, il 40% affluenza alle urne alle 22,00 sarebbe il segnale che il quorum sarà raggiunto. Sarebbe la prima volta da sedici anni a questa parte.

L’87,7% della consultazione su divorzio è lontana, ma… 37 anni possono essere tanti. Tutto sommato, non li portiamo malaccio.

E poi, a Milano, altre cinque schede. Alle 19,00 si è vicini al quorum del 30%, al termine della prima giornata ha votato il 38% dei milanesi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/13/i-cinque-referendum-milanesi-superano-il-quorum/117764/

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