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Archive for the ‘Unione europea’ Category

Sembrava concludersi senza infamia e senza lode la gestione di un anno e mezzo alla Farnesina da parte del Ministro degli Esteri Terzi. Di stile non dissimile da quello del suo sorridente e azzimato predecessore Frattini, in altre parole. E invece  ecco che arrivato a pochi giorni dal capolinea di questo governo, mette in scena improvvisamente il rifiuto di restituire i nostri due fucilieri alla giustizia indiana come avevamo in un primo tempo promesso dopo il loro breve rientro per il voto, causando così facendo un serio incidente diplomatico tra i due Paesi amici che di giorno in giorno pare aggravarsi.

Nulla contro i nostri due fanti di Marina, intendiamoci. Hanno fatto il loro dovere e, si sa bene, è un mestire pericoloso quello del soldato che può comportare anche dei rischi personali. E non biasimo nemmeno il Ministro della Difesa Di Paola che, da buon ex Ammiraglio in Capo, voleva proteggere al meglio i suoi uomini in questa sfortunata vicenda. A leggere i resoconti di stampa invece meraviglia non poco che il Ministro Terzi non abbia tenuto in alcun conto il monito sui possibili gravi effetti della decisione sui nostri rapporti con il colosso indiano proveniente dall’ambasciatore a Dehli, così come l’assenza di sua consultazione previa con la UE, con l’ONU e con gli stessi USA. Prova ne è che nel groviglio del diritto internazionale e delle relazioni diplomatiche così scatenato, i nostri rappresentanti stanno ora cercando con affanno un sostegno che tarda a manifestarsi da ogni parte deciso come vorremmo. La patata bollente resta insomma nelle nostre sprovvedute mani per ora.

Sono sicuro che tutti i birilli ritroveranno alla fine il loro equilibrio grazie al gioco di interessi superiori da entrambe le parti. Mi domando però se serviva alla credibilità del Paese e perché no, alla sua disastrata economia, la spavalda trovata del Ministro uscente. Un “tecnico” per giunta.

Max

 

 

 

 

 

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Sono quelle che mancano per sapere se l’Eurozona è salvabile e con essa la moneta unica, se un sogno lontano di un’Europa unita concepito da leader politici lungimiranti sulle macerie dello spaventoso conflitto mondiale più di mezzo secolo fa,  ha ancora la possibilità di realizzarsi o siamo invece di fronte ad un cammino inverso di disintegrazione politica, declino economico e culturale del continente con oscure prospettive per tutti.

In queste ore in Grecia si tengono elezioni decisive,  pro e contro quanto fin qui faticosamente costruito in Europa. Nuova Democrazia e Pasok, i due partiti ellenici tradizionali sostengono la permanenza nell’Euro del loro paese, altri alla loro destra e sinistra non ne vogliono sapere o quanto meno intendono rinegoziare le condizioni. Quasi una roulette russa!

Di contro in Francia PSF e Verdi si avviano a conquistare stasera la maggioranza all’Assemblea Nazionale contribuendo a dare uniformità istituzionale al governo appena eletto senza l’aiuto delle ali estreme. Un quadro di forza invidiabile per Hollande per perseguire un chiaro indirizzo filoeuropeo specie verso le diffidenze economico-finanziarie tedesche. Ci attendiamo che il nuovo governo ed il PSF stesso facciano del loro grande paese la guida riconosciuta del rilancio europeo in tutte le sedi.

Alla fine di Giugno cruciale sarà poi l’esito della riunione del Consiglio a Bruxelles. Ardua la scelta della Germania: in parole povere credere al futuro d’Europa e sottoscriverne il sostegno finanziario in questo difficile passaggio o guardare all’immediato interesse di casa preparandosi a gestire la fine dell’Euro? Se Angela Merkel punta al giudizio della storia, la sua decisione è forse già presa!

Max

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E’ questa la fine?, si chiede The Economist del 26 novembre – e intende: la fine dell’Euro, della moneta unica.
Sono, queste, ore inquiete.
Cosa ci separa dalla recessione?
O siamo, noi europei, già in fiamme?

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