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Archive for marzo 2012

Contro i tagli alla cultura è in corso dal 14 giugno 2011 l’occupazione del Teatro Valle.

Il Teatro alla Scala ha protestato per sottolineare i problemi di sicurezza dei lavoratori.

L’orchestra del Maggio musicale fiorentino fa saltare le rappresentazioni in programma contro i tagli allo stipendio integrativo.

Biblioteche universitarie senza fondi.

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Il presidente americano Barack Obama ha candidato presidenza della Banca Mondiale Jim Yong Kim, presidente del Dartmonth College.
Jim Yong Kim è un medico coreano-americano ed ex professore di medicina e presidente del dipartimento di Global Health (Sanità globale) della Harvard medical school.

Molti ritengono che la sua esperienza internazionale lo aiuterà a respingere le critiche dei Paesi in via di sviluppo, stanchi dello stretto controllo di Washington  sulla presidenza della Banca. L’attuale presidente dell’istituto mondiale, Robert Zoellick, a febbraio la sua intenzione di non ricandidarsi per un nuovo mandato oltre l’attuale, che scade alla fine di giugno. Il nuovo presidente sarà scelto dal board della Banca mondiale, ma Kim dovrebbe vincere perché gli Stati Uniti detengono la percentuale maggiore di voti.

La scadenza per presentare le candidature è per oggi alle 18 (le 23 in italia). Altri possibili candidati, i cui nomi circolano da settimane, sono il ministro delle Finanze nigeriano Ngozi Okonjo-Iweala, l’ex ministro delle Finanze colombiano Jose Antonio Ocampo, l’ambasciatrice americana alle Nazione Unite Susan Rice e l’amministratore delegato di Pepsico, Indra Nooyi.

 

http://www.repubblica.it/economia/2012/03/23/news/il_candidato_di_obama_jim_yong_kim-32081534/

 

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Il dibattito fra il nostro validissimo senatore Marino ed il ministro della Pubblica Istruzione intorno ai Ricercatori universitari (che non riassumo per brevità) mostra sempre più il volto reazionario ed antimeritocratico del governo. Se professori sono, sono di quelli che vedono l’università come diritto dinastico, e che favoriscono il licenziamento dei pubblici dipendenti perché così, se qualche meritevole riesce ad entrare solo per merito, si può sempre espellerlo!

Monti, sdegnato che il popolo ignorante non lo comprenda, se ne vuole andare …. ponti d’oro!

GdC

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Francamente sono frastornato. Schematizzate a 3 le cause di licenziamento: discriminatoria (1), disciplinare (2), economica (3). Intanto mi domando quale imprenditore ricorrerà mai alla (1) per liberarsi di un dipendente: come dire che lo potrebbe cacciare perché antipatico, gay o troppo magro! Quanto alla (2) sa il cielo perché dovrebbe ricorrervi se prevede la possibilità di un giudizio di reintegro su appello del lavoratore, quando esiste la (3) che invece non lo contempla! In definitiva perciò, se passasse la riforma Fornero senza ritocchi, le motivazioni di licenziamento si ridurrebbero di fatto a quelle di tipo economico soltanto. Non è poi così difficile immaginarlo.
E se il lavoratore ricorresse contro il provvedimento aziendale (3) che cosa accadrebbe? Il ddl proposto al Parlamento dice che in questo caso il giudice potrebbe comminare una indennità da 15 a 27 mensilità ma non il reintegro. Ma se il lavoratore riuscisse a dimostrare l’inconsistenza o la finzione di quella motivazione a camuffarne altre non dichiarate che cosa succederebbe? Dovrebbe sì o no il giudice riconoscerne la nullità e perciò stesso farla ricadere automaticamente nella (1) o nella (2) ? E se così fosse a che cosa varrebbe questa macchinosa schematizzazione nell’infinita varietà dei casi concreti?
Il dilemma di fondo a me sembra in realtà uno solo: come ridurre al minimo i casi di rientro giudiziario per le aziende, come mantenere la facoltà del giudice a sentenziarne l’esecuzione in tutti i casi di illiceità per i lavoratori. Il governo tenta un colpo al cerchio e un colpo alla botte per cavarsi d’impaccio con la riforma Fornero ma il tentativo è maldestro a me pare. Sostituito in una misura o in un altra dal compenso di indennizzo il rientro o c’è in tutti i casi o non c’è in nessun caso come facoltà del giudice in caso di licenziamento.
Da cittadino qualunque, ma con qualche esperienza diretta alle spalle, mi sento di dire che una norma del lavoro importante come questa deve essere in primo luogo equa, chiara nonché di facile e pronta applicazione, meglio ancora se di costi certi per l’impresa ed il lavoratore. Solo così potrà aver benefici effetti sull’occupazione quando si vedrà la ripresa. Nel fattispecie non inventiamoci nulla, per carità: se il sistema tedesco funziona ed è collaudato da un’economia da primato come quella, adottiamolo anche noi evitando inutili bizantinismi all’italiana. La posta socio-economica in palio è troppo alta per sbagliare questa volta.
Max

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Questi sono gli articoli che la Costituzione dedica al matrimonio:
art. 29
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.
art. 30
E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
art. 31
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Il segretario del PdL dice una mezza verità quando afferma che il suo partito è per la famiglia, mentre la sinistra sta con i gay.
Perché tutti tifano per la famiglia, mentre per gli omosessuali – almeno in Parlamento – si spendono in pochi.
E stupisce che Rosy Bindi, presidente del Partito Democratico, invochi la Costituzione per poi affermare che per le unioni omosessuali non userebbe mai la parola ‘matrimonio’.

La Costituzione parla di coniugi e di genitori e di figli.
Il resto è società che cambia, costumi che si evolvono, diritti che vanno tutelati, persone che vivono.
Un ordinamento da aggiornare parlando di paternità, di famiglia monoparentale, di adozione per i single…
Non è così scandaloso. Non è così difficile.

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Google suggest è un meccanismo talvolta utile, talaltra fastidioso. Sempre interessante.
A chi inserisca uno o più termini di ricerca, il motore provvede sollecito a proporre a mo’ di completamento le parole più cercate dagli utenti. Scrivi “ap” e ti propone “apple”, scrivi “ris” e ti suggerisce “risultati serie a”.

Scrivi “scandali r” e cosa ti ritrovi in prima posizione? “Scandali regione Lombardia”.
Ciò dimostra che i lombardi usano molto Internet, e che sono interessati a cosa succede nei pirelloni che li governano.

Su ottanta consiglieri regionali, dieci sono sotto inchiesta. I capi di imputazione vanno dai rapporti con la ‘ndrangheta alla corruzione, dal finanziamento illecito ai partiti, dalla corruzione al favoreggiamento della prostituzione, dal dossieraggio alla turbativa d’asta.

Di motivi per usare i motori di ricerca, e per leggere i giornali, ce n’è abbastanza. Come anche per anticipare la scadenza elettorale.

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La proposta su questo derelitto blog di un circolo del PD può far sorridere,e mi unisco al sorriso. D’altra parte, una proposta dovrebbe contare più in base alla sua ragionevolezza e democratricità che in base alla notorietà del proponente.

Da un po’, il PD aspetta fino all’ultimo per definire i suoi candidati, che poi vengono …. sfuggo dalle parolacce!

Per la Presidenza, sarebbe bene muoversi d’anticipo, per rispetto verso gli iscritti.

Non amo le quote rosa, ma neppure è accettabile l’esclusione delle donne MERITEVOLI dalle alte cariche: le hanno viste Svizzera, Francia, Regno Unito, Israele, Pakistan, India, Cile … va bene che siamo conservatori, ma a tutto c’è un limite.

E’ vero, a costo di essere politically incorrect, che le ultime ministre sono state un disastro: inesistenti le bellocce (o presunte tali) berlusconiane, deleterie le riforme della scuola e dell’università di Moratti e specie di Gelmini (quella del tunnel dei neutrini), reazionaria e irrazionale quella in porto di Fornero. Quale la causa? Forse che erano e sono tutte arrivate non per meriti ma come pupille – a vario titolo – di qualcuno, al maschile. 

La Bindi (il ‘la’ è d’uso lombardo , non antifemminista!) ha una storia politica, è corretta, dignitosa, signorile, equilibrata, cattolica ma di atteggiamento laico, valida nel dibattito televisivo; negli ultimi tempi è stata compostamente silenziosa, forse per una non completa aderenza alla scelta di questo governo. Non sono certo un conoscitore della sua vita, ma l’impressione che mi fa è altamente positiva. Rompe la mal posta scelta fra le donne “d’aspetto” e le “donne uomo”, che, per farsi strada, adottano tutti i comportamenti peggiori degli uomini. Sinceramente, la proposta del simpatico Bersani a sua figlia di una scelta del modello Fornero piuttosto che del modello di donna berlusconiana mi sembra essere stata infelice. C’è una terza via, che è quella giusta.

Se aspettiamo, potrebbe essere avanzata la proposta dalle destre, strumentalmente, e potremmo trovarci di tutto, anche una Berlusconi – scusate se non ne ricordo il nome, ma deve essere un lapus freudiano.

GdC 

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