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Archive for the ‘Giuliano Pisapia’ Category

 

Domenica 17, alle 14,30, in piazza del Duomo a Milano.

Bersani, Ambrosoli, Vendola, Pisapia e Tabacci insieme per la “pre-chiusura” della campagna elettorale.

Pre- perché rimane un’altra settimana per volantinare, incontrarsi e discutere. Per provare a cambiare.

 

barbara

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Martedì 9 gennaio si è svolta presso il CAM di corso Garibaldi la prima delle presentazioni pubbliche del pedaggio che dal 16 graverà su chi entra in automobile nella zona delimitata dalla cerchia dei Bastioni.

La seduta pubblica della Commissione Mobilità del Consiglio di Zona 1 si è risolta (si fa per dire) in buriana: contestazioni, rabbia, urla, offese pesanti. Dopo un’interruzione di un’ora la folla (circa 400 persone, ben di più delle 80 consentite dalla capienza della struttura comunale) ha ascoltato (di nuovo, si fa per dire) l’assessore Maran illustrare la misura anti congestione.

Sin dalla mattina la rete pullulava di messaggi che segnalavano la presenza in massa all’incontro di leghisti e pidiellini appositamente mobilitati per orchestrare una sonora contestazione. Non c’è dubbio, peraltro, che anche molti residenti dell’area interessata alla norma siano fortemente contrari al ticket – che pure si applicherà per loro, e in misura ridotta, solo dopo quaranta accessi annui.

E’ da segnalare che sul fatto che i residenti e domiciliati in centro siano obbligati a pagare per entrare nella zona in cui abitano non c’è completo accordo nella maggioranza. Fabio Arrigoni, PD, presidente del Consiglio di Zona, ha dichiarato: “Questa situazione va risolta calmierandola rispetto al residente. […] è una sperimentazione a sei mesi, comunque c’è una verifica. Io credo che su questa cosa ci siano spazi per ripensamenti”. Lo stesso Maran non ha escluso modifiche, e il sindaco Pisapia ha espresso la disponibilità dell’amministrazione  “non a trattare, ma ad ascoltare i rilievi per eliminare le criticità con modifiche limitate per evitare penalizzazioni di alcuni cittadini rispetto ad altri”. La situazione sarà monitorata mensilmente per arrivare a una “valutazione complessiva” dopo un’esperienza di sei mesi.
Da ultimo, una considerazione: in risposta ai tre referendum cittadini del 12 e 13 giugno 2011 la maggioranza dei votanti si è dichiarata favorevole, fra l’altro, a che il Comune si impegnasse a “ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di Ecopass e la pedonalizzazione del centro”.
E ora? O, meglio: e il 16 giugno?

Il resoconto della seduta dalla cronaca milanese di “Repubblica”
La replica – sempre da “Repubblica”, cronaca di Milano – del sindaco Pisapia
Le opinioni di alcuni cittadini nel video sul sito del “Corriere della Sera”
L’articolo di “Cronacamilano”
Le pagine del sito del Comune su Area C

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Dal sito pisapiaxmilano

Scrive, il 3 agosto,  Giuliano Pisapia:

Sono passati appena due mesi da quando mi avete eletto sindaco della nostra città, ma alle spalle abbiamo un anno di grandi fatiche e grandi emozioni trascorso insieme. La ricchezza più grande di questa esperienza, quella che non possiamo permettere che vada dissipata, è stata la vostra straordinaria partecipazione in risposta alla mia volontà di ascolto. Ho assunto con voi l’impegno di trasformare Milano e sono certo che è quello che faremo, insieme, nell’arco dei cinque anni che ci aspettano. Adesso che la marcia cominciata nel luglio di un anno fa rallenterà il suo ritmo per consentire a tutti un poco di riposo, colgo l’occasione per mandarvi i miei auguri di buona estate e per darvi appuntamento alla ripresa. Oggi che il compito di governare ci ha imposto scelte difficili voglio però anche parlare direttamente con voi e spiegarvi le nostre decisioni. In queste poche settimane abbiamo già fatto tante cose che vanno nel senso del cambiamento; ma abbiamo anche dovuto prendere decisioni dolorose.

Non sono state decisioni facili. Conoscete le ragioni: il bilancio che abbiamo trovato era un bilancio non veritiero, le entrate più importanti semplici voci astratte (cessione di quote di società importanti come Serravalle e Sea), come se nel vostro bilancio casalingo ci fosse il corrispettivo del servizio buono di piatti, che però dovete ancora vendere. E i primi a riconoscerlo sono stati proprio i revisori dei conti del Comune che avevano anche informato l’ex sindaco della reale situazione del bilancio comunale. La Moratti aveva annunciato 48 milioni di attivo mentre c’era un disavanzo di 186 milioni di euro A questo si è aggiunta la manovra del Governo, che, per superare le difficoltà dello Stato ha spostato nuovi oneri sui Comuni. Al Comune di Milano questa manovra costerà 100 milioni di euro.  Ma la cosa più difficile sono i vincoli che siamo costretti a rispettare per quello che si chiama Patto di stabilità: se i conti non sono a posto, calano i trasferimenti. E ciò vorrebbe dire per il 2012 altri 90 milioni in meno, oltre all’obbligo di eliminare spese correnti per 353 milioni.

Sono cifre impressionanti. Ma dietro quei numeri che possono sembrare astratti si nascondono cose molto concrete: il posto all’asilo nido, il bonus per i bambini, la ristrutturazione della case popolari che oggi sono sfitte e che vogliamo mettere sul mercato, i pasti a domicilio per gli anziani, i contributi attraverso il Fondo anticrisi alle persone in difficoltà. Se non risanassimo, non potremmo nemmeno pagare i fornitori del Comune; dovremmo cancellare lo sportello imprese; non saremmo in grado di sostituire i 42 «ghisa» che a settembre andranno in pensione; saremmo costretti a tagliare il 10 per cento delle corse dei mezzi dell’Atm.

Non avevamo molte strade. Non è affatto vero, come qualcuno ha affermato, che avremmo potuto tassare i grandi patrimoni; «castigare» i Suv; far pagare di più chi ha un reddito più alto o intervenire sulle transazioni finanziarie. Il Comune non ha questo potere. Sono le leggi dello Stato a stabilire che cosa si può fare. Introdurre l’addizionale Irpef era l’unica cosa che la legge ci consentiva di fare. L’aliquota dello 0,2%, quella che abbiamo introdotto, è la più bassa tra quelle di tutte le grandi città italiane: a Roma è dello 0,9; a Torino 0,7; a Bergamo 0,6; a Bologna 0,5. Mentre la nostra soglia di esenzione è la più alta del nostro Paese: oltre il 70% dei milanesi non pagherà nulla.

Sul rincaro dei biglietti – che ci è imposto per legge – siamo stati costretti ad alzare il prezzo del biglietto ordinario a 1,50 euro per evitare ogni aumento degli abbonamenti annuali e mensili, così che chi utilizza regolarmente i mezzi pubblici non dovrà pagare nulla in più rispetto ad oggi. Potrà viaggiare gratis chi supera i 65 anni e ha un reddito basso; l’abbonamento studenti è stato esteso a tutti i ragazzi sotto i 26 anni, comprendendo quindi anche i giovani lavoratori, e saranno anche introdotte misure a favore di cassintegrati e disoccupati.

Non c’era alternativa e la sofferenza per dover percorrere questa strada mi porta ad impegnarmi ancora di più in quello che era già il mio intendimento: una seria e severa lotta all’evasione. Quello che chi ci ha preceduto, nei suoi 18 anni di governo, non ha fatto e oggi noi non siamo disponibili ad accettare lezioni da chi ha impoverito la città e imbrogliato i milanesi. Abbiamo assistito a un surreale ribaltamento della realtà:  abbiamo sentito difendere le categorie deboli da chi ha sempre fatto gli interessi dei forti; da chi ha cercato di trasformare una grande capitale morale in una piccola capitale ministeriale.

Cari milanesi, avevamo solo due strade: chiudere gli occhi, mantenere il deficit e ipotecare il futuro oppure chiedervi sacrifici, risanare il bilancio e investire risorse per costruirlo, il futuro. Sto chiedendo a tutti voi di fare la vostra parte per dare a Milano il futuro che vogliamo.
Tutta l’Italia guarda a Milano, alla novità che il nostro modo di governare rappresenta. Non possiamo condannare Milano, non possiamo deludere l’Italia. Statene certi: insieme cambieremo questa città. Ricaricatevi, mi raccomando! E buon agosto a tutti.

 

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Il convegno sul futuro di Expo organizzato il 13 giugno a Palazzo Visconti da Affaritaliani.it è stato teatro di uno scontro fra Stefano Boeri – assessore alla cultura con delega all’Expo – e Giuseppe Sala – AD di Expo Milano 2015.
Per Boeri la delega su Expo è subordinata alla “discussione in corso, speriamo sia confermata entro mercoledì”. I terreni? “C’è da discuterne tenendo conto del dossier originario”.
Sala reagisce: “E’ sbagliato pensare che un cambio di giunta cambi la logica del nostro lavoro. Boeri sta dicendo che Pisapia sbaglia a venire con me a Parigi per l’acquisto dei terreni”.
La replica dell’architetto: “Non capisco questa reazione, se ne assumerà la responsabilità”.
Carlo Masseroli, ex assessore allo Sviluppo del territorio, “padre” del Pgt ora rieletto consigliere comunale, prima pesta sul tasto dell’ironia per sottolineare quanto le cose siano cambiate e con queste le persone (si veda la cravatta di Pierfrancesco Majorino, neoassessore al Welfare presente al dibattito, che da arancione si è fatta di colpo rossa – per la serie: maschera gettata, atto freudianamente mancato), glossa e si preoccupa: “Si è aperto un dibattito tra Pisapia e Boeri. Spero per loro che non si schiantino sul tema delle aree”.

Non è mancata la domanda del moderatore a Bruno Tabacci. Indovinate quale.

LINK AL VIDEO DEL CONVEGNO

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