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Archive for the ‘Milano’ Category

Noi milanesi abbiamo un amico un po’ timido al Comune , si direbbe. Ricordate l’Ufficio per il Volontariato che per puro caso avevamo scovato non ricordo più come? Orbene ora abbiamo scoperto, sempre per singolare coincidenza, che esiste un altro Ufficio non meno importante del primo mirato questa volta alla “sicurezza” del cittadino in senso lato. Ecco in breve le funzioni che svolge

Servizio psicotraumatologico di sostegno per le vittime di reato: per coloro che hanno subito un’ingiustizia o una violenza, per chi vive situazioni di minaccia o pericolo.

Servizio per la mediazione sociale e penale: per chi vive un conflitto col vicino, con la famiglia, sul lavoro.

Presidio criminologico territoriale: prevenzione e trattamento delle condotte lesive e violente.

Per saperne di più su questi gratuiti servizi sociali del Comune potete telefonare al numero verde   800667733 tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00. Locandina  e volantini dedicati sono disponibili alla sede di circolo in Cso Garibaldi 75.

Max

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Fare volontariato significa offrire capacità, professionalità e passione, e farlo con liberalità – ovverosia gratuitamente, generosamente, pensando a chi ha bisogno e a chi potrebbe averne (magari noi stessi, in futuro).

Fare volontariato è solo apparentemente un gesto di generosità verso gli altri: alla fine si risolve sempre nella conoscenza di se stessi.
E’ fatica, è impegno, è piacere. Un po’ come la vita, un po’ come  viverla, un po’ come leggerla.

Ufficio Volontariato del Comune di Milano
Volontariato a Milano e Provincia
Associazione Biblioteche Carcerarie

Barbara Biagini

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Siamo sempre al di fuori dei parametri europei sull’inquinamento, ma sembra che il 2012 sia andato meglio che in passato.
Riusciremo mai a usare l’automobile in modo sensato?
I dati del Comune ci dicono che entro un anno dall’adesione al servizio di car sharing il 47% degli utenti vende la seconda auto.
Gli occhi ci dicono che le biciclette gialle e panna targate BikeMi filano ovunque possono.
Qualche chilometro di piste ciclabili in più non farebbe male…

Proposta: e se ai ciclisti “comunali” venisse regalato un casco?
La prudenza non è mai troppa, in una città che continua a guardare a chi pedala come a illusi fuori del tempo.
Barbara Biagini

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Mercoledì 6 giugno il circolo Aniasi invita la cittadinanza a partecipare all’incontro con gli assessori comunali Marco Granelli (Sicurezza e Coesione sociale) e Pierfrancesco Majorino (Politiche sociali).

Il tema: Sicurezza e coesione sociale, un binomio possibile.

Vi aspettiamo in corso Garibaldi, 75 alle ore 21,00.

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Sono quelle che Francesco Laforgia, coordinatore del PD milanese, lancia dalle colonne de “L’Unità” del 1. giugno.

Ala luce dei risultati delle recenti elezioni amministrative e dell’elezione – giusto un anno fa – di Giuliano Pisapia a sindaco della città (ex) capitale del berlusconismo, Laforgia propone una riflessione sul passato e tre idee per il futuro.

La riflessione su ciò che è stato:  il PD ha vinto dove saputo superare le divisioni interne e far proprio un messaggio di cambiamento e partecipazione.

Le idee sul futuro del PD:
1. Elezione dei parlamentari da parte degli iscritti e degli elettori. Il 50% da parte degli iscritti, per inverare i concetti di partecipazione e  di responsabilità che fanno di un partito una formazione dotata di senso. Il 50% da parte degli elettori, perché un partito ha un senso solo se è aperto.
2. Creazione dei “Comitati per l’Italia”, luoghi di discussione sul PD, seguiti fra settembre e novembre da assemblee territoriali che si esprimano sull’idea di Europa, sulla crisi e sulla riforma della politica per contribuire alla definizione della linea del PD.
3.  Totale rinnovamento della compagine che chiederà il voto alle prossime elezioni politiche.

A margine, la richiesta di fare di Milano uno dei luoghi chiave della campagna elettorale. Per ripartire sulla scia di un vento che qui è già cambiato.

L’articolo completo

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Quando partì l’area C a Milano, ci colpì non tanto la spesa (1500 euro l’anno, scaricandi sui clienti, per i commercianti che devono entrarci quotidianamente) quanto la complessità della regolamentazione e l’aleatorietà di poter effettuare un tempestivo e corretto pagamento. Ci chiedemmo: pensa un po’ se lo fanno tutti i comuni d’Italia … ci vorrà una laurea in area C. Come spesso accade, la realtà supera l’immaginazione. Ora anche le Dolomiti diventano area C. C’è del buono, naturalmente, per noi ecologisti, ed anche dell’incoerente: con la miriade di TIR che attraversano le Alpi (non in Svizzera ed Austria, però), con la selva di tralicci per la risalita, con la produzione di un’enormità di neve artificiale, saranno proprio le automobili la piaga della montagna? Ciò che qui ci interessa, però, è altro. Se Milano fa la sua area C, perché non Bologna, e Roma, e Napoli? Se la fanno le Dolomiti, perché non le colline toscane, ed umbre, e la costiera amalfitana? E, a maggior ragione, tutte le città storiche del centro Italia. A tal punto, il turista potrà fare due cose: o specializzarsi in aree C, o migrare verso altri paesi, un po’ meno belli del nostro, ma più accoglienti.

GdC

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