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Archive for settembre 2012

E’ da un po’ che si sente molto parlare dell’organo sessuale femminile. Anche al di fuori delle chiacchiere maschili, intendo.

Nel 1996 Eve Ensler ha scritto “I monologhi della vagina“, opera teatrale che ha viaggiato in tutto il mondo celebrando l’emancipazione delle donne attraverso la sessualità.

Poi sono arrivate le Pussy Riot – gruppo musicale femminista il cui nome può essere reso in italiano con “rivolta della vagina” – a cantare la contestazione dell’estabilshment politico e culturale russo (ma, in generale, a decostruire il meccanismo oppressivo di politica, religione e mainstream culturale).

Nel 2008 è nato Femen, collettivo ucraino schierato contro il turismo sessuale le cui attiviste si tolgono i vestiti sia per provocare l’attenzione degli uomini sia per sottolineare che la loro arma è quella dei loro corpi.

Ad agosto del 202 è uscito il nuovo libro della saggista femminista Naomi Wolf, “Vagina, A New Biography” (a settembre in Italia). La vagina, sostiene Wolf, è molto di più che un organo sessuale: è il mezzo attraverso il quale le donne possono conquistare non solo il godimento ma anche la sicurezza in se stesse e realizzare la propria creatività. Esiste un collegamento diretto fra vagina e cervello femminile.

La sfida, ancora una volta, è quella di non essere viste, noi donne, come eterodirette dal nostro organo sessuale.
Piuttosto, è giunto il momento di dire con forza che fra mente e corpo c’è un colloquio costante. E che noi lo abbiamo capito, e ne siamo orgogliose.

barbara

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Scarno il comunicato sul sito del PD: http://www.partitodemocratico.it/doc/243101/assemblea-nazionale.htm.
“E’ stata convocata per le ore 10 di sabato 6 ottobre a Roma, l’Assemblea Nazionale. Saranno al centro del dibattito assembleare l’Agenda del paese, le primarie dei democratici e dei progressisti per la scelta del candidato premier e le decisioni conseguenti. Seguirà la comunicazione dell’ordine del giorno e del luogo di svolgimento”.

Dopo il 6 ottobre, dunque, conosceremo il meccanismo elettorale (turno unico? dppio turno?), chi voterà (chiunque? solo gli iscritti a un albo degli elettori?) e soprattutto quando avranno luogo le Primarie. Saranno di coalizione? di partito? Quali le norme che presiederanno la presentazione delle candidature?

Nel nostro circolo, come in tutti gli altri, si costituiranno – si stanno già costituendo – i comitati a supporto dei diversi candidati.

Gli aggiornamenti su questo blog. E, naturalmente, presso il circolo di corso Garibaldi.

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Da una parte siamo lieti che chi ci ha tratto fuori dalla palude berlusconiana si offra oggi a dar continuità alla sua azione di riscatto. Per la dignità perduta e ritrovata del Paese, per l’Europa, per i mercati. Un po’ meno per le banche che in piedi stanno sempre e con chiunque. Dall’altra però temiamo che il quadro politico, lungi dall’esserne chiarificato, rischi invece un’ulteriore complicazione a causa di questa inopinata candidatura.

Vediamolo nella prospettiva delle prossime elezioni “saltando” il passaggio delle primarie in ragione di una minima semplificazione. A stare ai sondaggi odierni l’ipotetica coalizione di centrosinistra (quella che però non c’è ancora) dovrebbe prevalere e, se il meccanismo elettorale (che non conosciamo ancora) lo consentirà, governare con buona maggioranza (a patto che il 50% dei neutri astenuti si esprima alla fine con analoghe percentuali delle attuali scelte note). Tre presupposti non scontati affinchè si produca il risultato che vogliamo, come si vede. A quel punto che dovrebbe fare il leader dei vincitori : cedere il passo a Monti per guidare un governo di continuità? Sospingerlo invece ad accettare la presidenza della Repubblica? Pretendere al contrario la guida del nuovo governo in ottemperanza sì al volere degli elettori, ma scontentando gran parte del mondo occidentale (+ Casini per quel che vale all’interno)? A sentire Repubblica di oggi (C. Tito) è la prima ipotesi quella da percorrere, benché noi d’accordo non siamo affatto.

Anche in virtù di questa dichiarazione di intenti montiana e di una balorda legge elettorale necessariamente compromissoria, si potrebbe purtroppo dare perfino un pareggio approssimativo tra destra e sinistra come esito elettorale. E proprio a questo mira la destra berlusconiana per restare a galla! Che faremmo allora noi a quel punto richiamati presumibilmente a sostenere Monti in Parlamento a braccetto col Cavaliere ? Sapremmo dire di no stavolta, un no secco?

La notizia è fresca, le ipotesi sono innumerevoli e gli avvenimenti incalzanti. Ci pare però ci sia già largo spazio al confronto delle opinioni in merito.

Max

 

 

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Periodicamente, si ripete la stessa filastrocca sulle carceri. Fra un provvedimento e l’altro, nessuno ne costruisce.

Perdono cristiano, clemenza laica, interesse a liberare politici e loro accoliti, o a sottrarli al giusto processo (Berlusconi), tutto si confonde.

GdC

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Sallusti

Alla condanna per diffamazione, i giornalisti si sono sollevati come un solo uomo: i berlusconiani a difesa di una testa di ariete del loro schieramento; gli altri a difesa della liberta di parola e di stampa. A giudicare dal resumé dei fatti pubblicato in questi giorni, di critica razionale c’era poco in quell’articolo; piuttosto un’invettiva contro tutti gli adulti  coinvolti (il padre, poveretto, sembrerebbe che fosse contrario all’interruzione di gravidanza, ma, si sa, nelle coppie separate il padre conta poco o nulla!), con allusione alla loro morte.

Ricordiamo che, quando Berlusconi fu vittima del così detto attentato, i giornali berlusconiani accusarono la stampa di opposizione di aver suggestionato lo squilibrato. La memoria è corta.

L’idea di sanzionare solo civilmente (con risarcimento) la diffamazione non sembra una gran trovata: i giornalini sarebbero distrutti; la stampa ricca potrebbe diffamare a volontà, pagando una specie di tassa.

Intanto il giornale in questione dedica le prime pagine alla difesa del direttore (al confronto il J’accuse di E. Zola fu cosa da poco) e le pagine seguenti all’attacco degli avversari, veri o presunti.

Certo, non ha senso un giornalista dietro le sbarre, tanto più che pochi sarebbero pronti a scappare con le lenzuola annodate; ma gli arresti domiciliari …. proprio no?

Governo e parlamento si preparerebbero ad una legge lampo, mai vista per un cittadino comune, vittima di ingiustizie anche assai maggiori. Abbiamo una casta in più?

Agli sparuti lettori l’ardua sentenza.

GdC

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La vicenda della giraffa fuggita dal circo, morta nel pomeriggio per un arresto cardiaco dopo la cattura, scuote le coscienze di Imola. Tanto che a farsi portavoce di questo disagio e sdegno è il sindaco stesso. In sostanza, “il circo è responsabile di quanto accaduto, deve andarsene, non può stare in questa città dopo questa dimostrazione di trascuratezza e superficialità”.

E’ duro, in una nota, il sindaco di Imola Daniele Manca. “L’evento sollecita nuove riflessioni e interrogativi: è ancora utile uno spettacolo circense che prevede l’utilizzo di animali?”, prosegue Manca, aggiungendo che “il Comune di Imola è pronto a costituirsi parte civile perché riteniamo eticamente inaccettabile che un animale possa morire così”. “Pur consapevoli dell’esistenza di un ente nazionale circhi e di una legislazione che tutela l’attività circense, d’ora in avanti faremo in modo – ha continuato – che questi spettacoli non si svolgano più ad Imola e siamo pronti a fare una battaglia nazionale in ogni sede e luogo”.

“Voglio ricordare, inoltre, che già da qualche anno l’Amministrazione, attraverso un proprio regolamento, ha introdotto garanzie relative alla tutela e benessere degli animali che possono essere detenuti da circhi e che il circo cui apparteneva la giraffa ha comunicato solo pochi giorni fa, rettificando quanto comunicato in sede di richiesta di autorizzazione, la presenza di alcuni animali, tra i quali la giraffa stessa. Abbiamo il dovere – ha concluso – di rendere trasparenti le eventuali responsabilità”.

Così, su un quotidiano romagnolo, la storia. Cosa sia successo non si capisce (neppure con l’ausilio di Danilo Mainardi sul Corriere): farmaco errato, dose errata, ignoranza della caratteristica peculiare del sistema cardiocirocolatorio di questo animale, che si adatta alle grandissime variazioni pressorie quando esso è eretto, sdraiato, o beve, ma solo in condizioni fisiologiche.

A me, più ancora che la morte, colpisce la vita in cattività alla quale è stato sottoposto questo animale, così dolce, amabile, innocuo, abituato ai grandi spazi della savana, costretto a un minimo recinto, sballottato nei trasferimenti da un luogo ad un altro. Ha preferito, nel suo istinto, pochi minuti di libertà. Commovente, nei filmati, vederlo correre. E con lui tutti gli altri animali selvaggi, sottoposti nei circhi a ridicoli esercizi contro la loro natura.

Mi colpisce anche l’inganno cui vengono sottoposti i bimbi, che credono, andando al circo, di manifestare a questi animali il loro affetto, ed invece, coi soldi dei loro genitori, ne perpetuano la sofferenza.

Ente circhi, ricorda il meritevole sindaco (del PD?). Ma chi lo condiziona? In Italia, in genere, gli interessati che ci guadagnano. Tutto è privatizzato e sottratto alla comunità, dalla fruizione delle spiagge (divenute dei bagnini), alla fauna selvatica, ai valori affettivi di tutti gli italiani – soprattutto oggi i più giovani – verso gli animali.

GdC

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Noi militanti di nome e di fatto siamo un po’ smarriti, per dirla con un eufemismo. Le imminenti consultazioni (quando si terranno ancora non si sa) saranno di coalizione, ma la coalizione ancora non esiste! Vendola dice no a Casini da lui ricambiato, Di Pietro schiude in “retromarcia” al PD ma Bersani non gli crede, mentre all’interno dello stesso PD oltre ai due mastodonti alcuni fan vista di aggiungersi al numero, altri (forse) si ritirano e altri ancora ci stanno pensando! Per non dire delle regole attese fra una settimana ma ancora molto disputate : un turno solo o due? E se due, chi puo’ votare al secondo? L’albo dei votanti lo facciamo sì o no? Il simbolo del partito accanto al nome dei candidati lo mettiamo o no? E via almanaccando a volontà.

Davvero un po’ troppo per non far sperare ancora una volta una destra in libera uscita e far puntare ancora più in alto i grillini festanti. Non ci sembra di chieder la luna perciò se sollecitiamo la dirigenza tutta del partito a far chiarezza se non bene, almeno presto per non perdere delittuosamente l’autobus!

Max

 

 

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