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Archive for the ‘Banca centrale europea’ Category

In questo numero non siamo sulla copertina dell’illustre settimanale – troppa grazia! Dobbiamo accontentarci, stavolta, di un trafiletto interno (illustrato da un Luca Cordero di Montezemolo affiancato dal cavallino della Ferrari) che non manca tuttavia di mandare inquietanti segnali di allarme un po’ a tutti i lettori di Eurolandia.
Non c’è proprio verso: esaurito il filone farsesco della saga berlusconiana, soltanto la minaccia di procurar grane anche agli altri può tirarci fuori dalla marginalità giornalistica degli avvenimenti nostrani.
Approfittiamo dunque della pur infrequente menzione delle faccende di casa nostra per offrirvene un estratto tradotto liberamente – ma, assicuriamo, fedelmente.

“A luglio Silvio Berlusconi, primo ministro e straordinario artista del “farla franca”, aveva scatenato una serie di attacchi di panico dei mercati sul debito pubblico italiano promettendo di annacquare un pacchetto già morbido di misure antideficit. Aveva poi dovuto ritrarsi per lo scompiglio in tal modo causato. La sua minaccia alla salute dell’euro è però riapparsa questa settimana, allorché ha spinto le finanze del suo Paese in un caos anche maggiore creando un buco di almeno 4-5 miliardi di euro nell’ultima manovra, destinata a districarle dall’inghippo nella quale si trovano da ben due mesi.
Sono due, ora, gli ostacoli da superare per l’Italia, a impedire una crisi della moneta unica ben più devastante di qualunque altra verificatasi fino ad oggi: ottenere la garanzia del sostegno della Banca centrale europea – con l’acquisto, a partire da metà agosto, di obbligazioni italiane per 30 miliardi di euro – e intraprendere la messa in cantiere di un piano di circa 45 miliardi di euro di riduzione del deficit richiesto dalla stessa Bce in cambio dell’appoggio. Così pareva sarebbe avvenuto dopo la dichiarazione di Berlusconi del 12 agosto, a dispetto del fatto che il piano di risanamento fosse varato prima del passaggio parlamentare. Ma in Italia nulla è mai al sicuro da modifiche. Il 29 agosto Berlusconi spacchetta il suo pacchetto tirando fuori la misura che più gli dispiace, la sovrattassa sugli alti redditi (mentre – suprema ironia – proprio Montezemolo invoca la necessità di chiedere di più a chi ha di più, se stesso compreso) e alleggerisce il taglio agli enti locali per ingraziarsi gli amministratori.
Seguono altre misure discutibili come la soppressione delle province tramite legge costituzionale, il dilazionamento dell’età pensionabile mediante il disconoscimento del riscatto degli anni di laurea e del servizio militare e altre di minore impatto.
Ma la pubblica protesta costringerà probabilmente Berlusconi a una manovra a U su questi provvedimenti, con il risultato di inficiare ulteriormente il suo primitivo piano di austerità.
Tutto ciò accresce il dubbio che la Bce possa continuare imperterrita l’acquisto del debito italiano.
Ma non basta. Sia il presidente della Bce Jean-Claude Trichet sia Mario Draghi, designato a succedergli, hanno richiesto nelle loro prescrizioni di includere nel disposto complessivo un’estesa serie di privatizzazioni e liberalizzazioni.
E di queste non v’è traccia nel programma del governo”.  

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