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Archive for gennaio 2013

Supermario?!

Ma è possibile che una battuta da alunni tonti delle elementari, o da bar sport di periferia, come quella dei due gol, sia riferita e commentata?

Cari amici, non vi sono solo i secondi fini, come per la battuta su Mussolini. Qui c’è l’autolesionismo allo stato puro da parte di chi fa da ripetitore ai suoi vaniloqui. Se abbiamo perso a lungo, se perderemo ancora, ce lo siamo voluto.

GdC

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Indecorosa

L’attenzione alle parole di Berlusconi il giorno dell’Olocausto.

Lui dimentica i Matteotti, gli imprigionati, gli esiliati, la Libia, la spedizione di Russia, la guerra di Albania e di Grecia, Salò ….. Noi dimentichiamoci di lui, una volta per sempre.

GdC

 

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E’ quello che la stampa internazionale preconizza oggi per i governi dei grandi Paesi europei entro la fine dell’anno. Se infatti l’Italia mantiene le promesse il centrosinistra da solo o in coalizione coi moderati dovrebbe centrare l’obiettivo fra meno di un mese, mentre in Germania la CDU alleata col FDP, battuta di un soffio in Bassa Sassonia soltanto una settimana fa da SDP e Verdi anticipa un esito simile per Settembre alle elezioni generali. Con l’aggiunta della Francia ecco bello e fatto il conto.

Contando anche i paesi minori (es Belgio, Danimarca ecc) già a guida socialdemocratica o socialista e la possibile aggiunta del Regno Unito nel 2015 si potrebbe anche azzardare che la svolta è in atto un po’ in tutto il continente verso una politica socialmente più giusta e solidale all’interno e più favorevole alla effettiva integrazione degli stati europei verso l’esterno. Diventa una media tendenza anche più significativa questa se osservata sotto la luce della crisi economica in corso che indurrebbe piuttosto popoli e gruppi di potere a ripiegare su se stessi cercando uno scampo di breve raggio e respiro.

Nessuna facile illusione tuttavia. Nazionalismo e populismo sono del pari risorti un po’ dappertutto, perdura il dominio ancora poco contrastato di banche e finanza dalla vista corta ma dal forte appetito, la moneta unica non pare ancora del tutto fuori pericolo, la disoccupazione è lontana dall’essere domata.

Resta l’impegno di chi vuole cambiare le cose, determinato coraggioso e costante, che alla fine avrà ragione dei tanti ostacoli. Io ci credo. 

Max

 

 

 

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Quanti nostri politici/politicanti conosco l’eccelso umanista Erasmo da Rotterdam?

Il ministro della pubblica istruzione, rettore, dovrebbe conoscere il programmma Erasmus, che regola i periodi di studio degli studenti universitari negli altri paesi UE.

Lo abbiamo sentito poco, a parte gli apprezzamenti per le trovate Gelmini (sic), la prOposta di sostituire i tablet ai libri ed ai quaderni dalle elementari (manualità, addio), e le iscrizioni elettroniche (dannazione delle mamme).

Permettere agli studenti di votare? Forse mai pensatoci.

A molti, delusi e disillusi, forse interessa poco. Ma è un ennesimo schiaffo ai giovani, e gli schiaffi non fanno piacere.

Ci voleva tanto ad aprire un seggio ai consolati?

Poi, se una parte dei giovani, stufi di inutili proteste, si ribelleranno, i moderati diranno: guarda un po’! monelli! ribelli! chi lo avrebbe detto?

GdC

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Bankitalia dice: ci hanno ingannati.

Un po’ come il PM che dicesse: io ho lasciato libero il malvivente, ma lui mi ha detto che era innocente!

GdC

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Su 40 mila lettori di Le Figarò, oltre il 70% auspica che il U.K esca dalla U.E.

GdC

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Lasciamo perdere le singole voci, che, opportunamente, compaiono poco prima di Carnevale.

Ciò che colpisce è lo spirito antiliberista ed antimercato del governo dei liberisti estremi.

Un recente libro sostiene, non senza basi, che il mercato nasce da tutti noi, dalle nostre scelte.

Ma col redditometro … finito!

Molti di noi hanno una passione: risparmiano altrove, per spendere per viaggi, o vestiti, o sport, o altro. Magari risparmiano per anni. Non è più lecito. Ognuno è tenuto a spendere per il cibo, poniamo, la stessa cifra, e, se col denaro risparmiato sul cibo compra, poniamo, una bici di lusso, è sotto inchiesta, e deve dimostrare (come?) che ha risparmiato sul cibo.

Ovviamente, i ricchi nulladichiaranti se la ridono; il comune cittadino è evasore, fino a prova contraria.

Conseguenze? Ovvie. Non spendere; comprare senza fattura; spendere all’estero.

Vere volpi, questi tecnici …. 

GdC

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Fare volontariato significa offrire capacità, professionalità e passione, e farlo con liberalità – ovverosia gratuitamente, generosamente, pensando a chi ha bisogno e a chi potrebbe averne (magari noi stessi, in futuro).

Fare volontariato è solo apparentemente un gesto di generosità verso gli altri: alla fine si risolve sempre nella conoscenza di se stessi.
E’ fatica, è impegno, è piacere. Un po’ come la vita, un po’ come  viverla, un po’ come leggerla.

Ufficio Volontariato del Comune di Milano
Volontariato a Milano e Provincia
Associazione Biblioteche Carcerarie

Barbara Biagini

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La Repubblica Popolare è ormai da anni e anni logica destinazione di investimenti occidentali di grande e media misura attratti soprattutto dal basso costo della mano d’opera così come dalle enormi dimensioni di un mercato di quasi 1.5 miliardi di persone in forte crescita. Sapevate che da qualche tempo il flusso di danaro ha cominciato a prendere la via inversa, quella cioè di capitali cinesi destinati ad investimenti all’estero? Nel solo 2012 questa corrente di ritorno è valutata in oltre  $ 77 miliardi* con un aumento del 12.6% rispetto all’anno precedente in presenza simultanea di una ritirata generale degli investimenti occidentali in ragione della crisi in corso.

Intendiamoci, queste cifre sono ancora poca cosa rispetto al totale degli investimenti nei grandi Paesi (es. dal 2005 la Cina non è andata oltre i $ 50 mld negli SU, pari a meno del 2%). Più significativi quelli avvenuti nei Paesi del Pacifico nello stesso periodo (es 8.5% in Australia, 11.2% in Indonesia) Curiosamente si calcola che almeno $ 200 mld non siano stati fatti dalla Cina a causa di ostacoli politici e burocratici frapposti dai governi al loro ingresso. L’addebito principale addotto essendo la natura statale della maggior parte delle aziende investitrici che tenderebbe ad alterare i liberi mercati dell’Occidente.

Senonchè da un lato le imprese private cinesi vanno aumentando (10% l’anno scorso), dall’altro, sostiene un dirigente di una grande Banca di laggiù, non difettano certo scelte alternative per i loro grandi progetti e disponibilità finanziarie: Asia, Africa e America Latina mostrano grande disponibilità di accoglienza per quegli investimenti produttivi e quanto ottengono loro puntualmente perdiamo noi nell’emisfero nord del mondo. Semplice la riflessione: non potrebbe il ns Paese, tanto a corto di lavoro e di prospettive economiche a breve e medio termine, coordinare gli sforzi per attrarre in Italia una parte selezionata di quel grande potenziale? O ci interessano di più i soldi degli Emiri del Golfo destinati in generale solo a impieghi finanziari?

Max                            *dati tratti da The Economist Genn 19-25 2013

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