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Archive for maggio 2012

Poiché abbiamo trasmesso allo sparuto gruppo di questo blog la nostra riprovazione per l’arresto intimidatorio dell’eco-attivista Paul Watson, in Germania, ci fa piacere comunicare che è stato liberato su cauzione, anche in eguito alla grande pressione internazionale.

Trasmettiamo anche l’informazione (fonte: Rainforest rescue) che l’episodio di difesa ambientale marina per il quale viene perseguitato avvenne in Costa Rica. La cosa colpisce, perché il Costa Rica è un paese pacifico, democratico ed ambientalista. Ma così van le cose. Anche i leader più aperti deludono e sono guidati dalle grandi multinazionali dello sfruttamento ambientale.

Dilma Roussef, già intrepida guerrigliera, oggi presidentessa del Brasile, non ha posto il veto alla legge nemica dell’Amazzonia appena votata dal parlamento brasiliano, ma solo ad una parte di essa: eppure il 65% dei Brasiliani è ostile alla nuova legge, e la pressione internazionale è stata enorme (ad es::due milioni di firme raccolte da Avaaz.org in pochi giorni). Obama permette la trivellazione petrolifera nel mare artico, presso la costa dell’Alaska: quello che accadrà qualora ci sia una fuga tipo golfo del Messico poco prima della formazione dei ghiacci in autunno va al di là di ogni previsione da film delle catastrofi

Ciò dimostra il potere occulto e di lobbying delle multinazionali del petrolio, dell’industria agroalimentare e del legname a carattere distruttivo ed altre. Ma nulla è perduto. L’Italia ha dato un grande esempio – una volta tanto! – bloccando il ritorno al nucleare: Germania, Giappione, Francia ci stanno seguendo. Eppure la propaganda pro-nucleare fatta da molti (anche dall’ENEL, forse con i soldi delle nostre bollette!) era stata enorme. L’industria del nucleare ed i suoi sostenitori si sono ammutoliti. Ciò offre un altro insegnamento: nello scioglimento della politica organizzata, la via del referendum popolare merita di essere perseguita.

GdC

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Per la prima – e forse unica – volta sono d’accordo con Monti: sulla sospensione per 2 anni del calcio professionista. Personalmente, lo abolirei tout court.

Spese demenziali, stipendi superiori a quelli di una diecina di premi Nobel, scene di insulti e sputi sui campi, comportamenti indecorosi fuori. Cosa abbia a che vedere con lo sport, non si capisce. Neanche fa crescere atleticamente gli italiani, visto che i nuovi goffi gladiatori vengono dai 4 angoli della terra. Per non parlare della violenza che alligna intorno ad esso.  Gli scandali delle scommesse e delle partite truccate (secondo l’accusa) sono -. in fondo – in armonia col quadro generale.Si obietterà: soldi privati. Come se lo spreco di soldi privati, in un paese che non ne ha per le sue scuole o i suoi bisognosi, non rientrasse nel calderone generale. Come minimo: si imponga una tassazione da superlusso.  E poi, non è vero. Lo Stato, in mille maniere indirette, sovvenziona. Migliaia di poliziotti sono distratti dai loro compiti di difesa del cittadino per arginare tifoserie violente. Etc.

La Svizzera (il paese più ricco del mondo) paga i suoi calciatori un decimo degli italiani. Si dirà: il loro calcio non val nulla. Loro si divertono lo stesso. E – forse – le partite sono vere.

GdC

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La Francia colta – si sa – ha sempre espresso grande ammirazione per il nostro glorioso passato ed è stata sempre ipercritica verso il nostro tribolato presente – il cavaliere non ha certo migliorato le cose.

Passato e presente si confrontano in un lungo articolo che Le Monde (il principale quotidiano francese di sinistra, facilmente reperibile in edicola a Milano, oltre che su internet) dedica allo stato disastroso di Pompei, Fanno eco altri media, con l’apporto di archeologi italiani, forse impediti ad esprimersi in patria.

Io (come molti che hanno approfondito la matematica, e perciò ne conoscono i limiti) non credo troppo ai numeri. Nel caso in specie, essi sono impressionanti: Francia, Regno Unito, Germania dedicherebbero alla cultura ed alla salvaguardia del Patrimonio il 2% del PIL; l’Italia (che ne ha più di tutti) un decimo di tale percentuale.E nessuno di loro sottopone ai tagli le spese per la cultura. Altro numero: il sovrintendente di Pompei dchiara (cito a memoria) di avere attualmente a disposizione  un decimo dei tecnici specializzati che aveva prima.

In Francia, è in corso un grande restauro del castello di Chambord, che, secondo alcuni, è il più bello dei castelli sulla Loira, ma – pe quanto appare a me – nulla a che vedere con l’importanza e la fragilità di Pompei. E’ stato appena completato un piano assai complesso per allontanare le auto dal Mont Saint Michel, che, da solo, attira due milioni di turisti l’anno. Persino gli aridi economisti dei governi Berlusconi e Monti dovrebbero, nonostante i loro paraocchi per tutto ciò che non è finanza (ma, di quella almeno, ci capiscono?) comprendere ciò. O forse no.

GdC

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Il circolo PD Milano Centro-Aldo Aniasi è da tempo impegnato nell’organizzazione di incontri, sia su temi di attualità politica e sociale sia sull’agenda del Consiglio di Zona 1.

Segnaliamo i prossimi appuntamenti, che si terranno presso la sede del circolo – corso Garibaldi, 75 – alle ore 21,00:

Mercoledì 30 maggio
Gli scandali della sanità lombarda
con
Franco Mirabelli – consigliere regionale, presidente della commissione sul caso San Raffaele
Marco Alfieri – giornalista de “La Stampa”, autore del libro La peste di Milano
modera
Marco Leonardi

Mercoledì 13 giugno
Lo stato dell’arte. Modi e luoghi della cultura a Milano
con
Stefano Boeri – assessore comunale a Cultura, Moda e Design
Paola Bocci – consigliere comunale PD

Per informazioni sul calendario degli eventi scrivete a pdmilanocentro@fastwebnet.it

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Segnaliamo un’iniziativa dell’ANPI, della Fondazione Bruno Buozzi e del Circolo laburista di cultura e politica Walter Sabbadin.

Venerdì 8 giugno 2012, ore 18,00, Spazio Chiamamilano di largo Corsia dei Servi, 11
Presentazione del libro “Perché resistemmo, perché resistiamo. Vita e impegno civile di Gildo Gastaldi” di Claudia e Maurizio Gastaldi e Luigi Lia.

Ne discutono:
Alessia Potecchi, presidente Circolo Walter Sabbadin
Sen. Giorgio Benvenuto, presidente Fondazione Bruno Buozzi
Roberto Cenati, presidente ANPI Provinciale
Danilo Margaritella, segretario UILCA Lombardia
Luigi Lia, autore

Dalla quarta di copertina:
L’uomo di cui vogliamo parlare è Gildo Gastaldi, nato nel 1907, adolescente quando l’Italia conobbe l’esperienza del fascismo. Fu un intellettuale, uno scienziato, si occupò di neurologia e di psichiatria: ebbe un’importante carriera universitaria, ma non si chiuse dentro l’accademia. Non fu indifferente a quanto stava accadendo in quegli anni, non restò impassibile di fronte al fascismo, prese posizione e partecipò alla Resistenza. Guidò il Comitato di Liberazione provinciale di Pavia, aderì al Partito d’Azione e al movimento di Giustizia e Libertà condividendone la tensione etica antifascista, lo spirito laico e riformista, l’impostazione non ideologica e antidogmatica. […]  la memoria di una biografia individuale ci consente di ricostruire, anche attraverso il ricordo affettuoso e intimo di una vita privata e familiare, la trama di una memoria collettiva. In questo modo riusciamo forse ancora ad ascoltare i suoni e le parole di una lingua amica che ci parla di impegno civile, libertà, giustizia, pari opportunità, partecipazione democratica, onestà intellettuale: vocaboli e princìpi che vorremmo conservare per resistere a un presente difficile e consegnare alle generazioni che verranno.

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Il circolo Aniasi partecipa alla raccolta di firme per la presentazione di una proposta di iniziativa popolare per la creazione, presso il comune di Milano, del Registro delle Dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario.

Se la delibera sarà ritenuta ammissibile saranno necessarie cinquemila firme autenticate di cittadini milanesi perché essa possa essere discussa in consiglio comunale.

Il circolo si trova in corso Garibaldi 75 ed è aperto dalle 16,00 alle 19,00, dal lunedì al sabato.

Per tutte e informazioni sull’iniziativa del comitato promotore, “Io scelgo”, rimandiamo al loro sito: www.ioscelgo.info.

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Brindisi

La strage più efferata, ignobile, insensata che vi sia stata in Italia dopo la fine della guerra. Mirata a giovani vite, nel luogo ove si apprende e si intessono le amicizie dell’età più bella.

Erano frequenti in Israele, prima della costruzione della barriera difensiva. Allora, in Italia, la condanna incondizionata non era unanime. Oggi sembra che – per una tragedia avvenuta sotto i nostri occhi –  lo sia.

E” il momento della solidarietà, della preghiera per le ragazze ferite, del lutto.

 

Ma non si deve dimenticare che vi è chi ha condotto l’Italia nel baratro: ha nome, cognome, sigla politica.

E ricordiamo anche che, dopo l’attentato di Genova, la casta ha pensato non a capire la redice del gesto criminoso e a ridurre la sofferenza della popolazione, ma ad aumentarsi le scorte, riducendo ancor più – fatalmente – il presidio del territorio..

GdC

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