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Archive for dicembre 2011

E così, mentre gli Italiani erano distratti dal panettone, è passata la manovra, inequa, probabilmente iniqua, come era nata. L’inequità era prevedibile da quando Monti ha sottolineato l’equità; noi Italiani, sappiamo che – a casa nostra – le sottolineature si fanno quando si intende il contrario.

Che salvi l’Italia, dubitiamo; che leda gli Italiani che vivono onestamente del proprio serio lavoro, è certo.

Dove finiranno i soldi? L’ha detto un sottosegretario del quale – freudianamente – non ricordo il nome: un terzo per riempire il vuoto di entrate causato dalla recessione; un terzo per bilanciare lo spread (che se ne impippa della manovra), un terzo in incentivi per lo sviluppo …. Leggi, in soldi regalati agli imprenditori: i capaci e volonterosi li impiegheranno nelle loro ditte, gli altri potranno usarli per delocalizzazioni e benefici personali. In altre parole, la Manovra non ripara nulla.

Intanto, il PDL attende che le magagne di alcuni suoi leader vengano dimenticate dalla labile memoria degli Italiani; la ex opposizione si scioglie come neve al sole. Il PD si è ammutolito; ha chiesto flebilmente clemenza per i più poveri; e poi, come uno scolaretto ossequioso, ha votato assieme al PDL. Di Pietro è isolato e un po’ dubbioso. La Sinistra è fuori dal parlamento.

Il nuovo governo appare sempre più la prosecuzione del precedente; ed i capitoli lavoro e giustizia non sono ancora venuti! Al volto “goliardico”, se ne è sostituto uno arcigno; fra qualche tempo, quale preferiranno gli elettori?

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Ma la riforma Ichino, di cui in questi giorni si parla tanto, cosa ha a che vedere con l’articolo 18? Quali parti verrebbe a modificare, e quali ne lascerebbe invariate?

Un interessante articolo di approfondimento (mutuato dal corriere, per questo è un pò corto) su Il Post:

http://www.ilpost.it/2011/12/20/pietro-ichino-articolo-18/

Buona lettura e buone feste!

Pigna

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Breve o longeva che risulti la vita di questo governo, riusciti o falliti i suoi intenti, scomposti e ricomposti gli schieramenti che lo sostengono o avversano in questo momento, il giorno del voto (al più tardi fra 16 mesi circa) gli Italiani dovranno comunque scegliere tra un Centro, una Sinistra o una Destra risultanti da questa transizione.

Alla luce di quanto visto fin qui, voi a chi assegnereste oggi la palma di quel suffragio?

Troppe, forse, le variabili in gioco nella crisi mondiale in corso per una ragionata opinione in merito, ce ne rendiamo ben conto. Eppure c’è già chi, tra la gente che incontrate quotidianamente, azzarda ipotesi più o meno fondate.
Le vostre quali sono?

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Cosa sia venuto a fare Tremonti in tv (Annunziata) per non dire nulla, non si sa. Ha lanciato però una proposta shock: dare doppio voto ai giovani per renderli più influenti nella vita politica. E si appresta a ribadirla in un suo libro (oggi tutti scrivono libri!).

Da secoli, uno dei pilastri della democrazia è “un uomo, un voto”. La sua proposta – pertanto – merita di essere definita epocale. Poi, si presta a sviluppi incredibili: considerati i problemi delle donne, perché non voto triplo alle donne? e sestuplo (2×3=6) alle donne giovani?

Alla sera, gli ha fatto da contrappeso Passera (Fazio), che, considerata l’ostilità inusuale che moltissimi provano per il governo dei banchieri, sembra aver pensato bene di far dimenticare la sua aria un po’ snob e l’ostentazione di toilettes lussuose da parte della gentile signora alla Scala (non sembra che abbiano entusiasmato le lavoratrici a 1200 euro!), facendo il simpatico, e accondiscendendo a tutte le proposte del conduttore. Immagino che, se questi gli avesse proposto di lasciare il ministero a Maurizio Landini, sarebbe arrossito nel dire di no.

Cosa vuol dire captatio benevolentiae….

GdC

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La matematica, si sa, è poco coltivata nelle scuole italiane, e con metodi inidonei, al confronto delle materie letterarie, che godono di lunga e gloriosa tradizione.
Sarebbe interessante valutare quanti adulti ricordano la divisione, senza il calcolatorino tascabile.
Più che un fatto tecnico, è un fatto mentale.
Per cui, quando si parla delle spese dissennate del potere, si citano numeri astratti, spesso così grandi che è difficile abbracciarli.
Dovremmo prendere l’abitudine di esprimerli, invece che in euro, in sacrifici, dividendo la cifra stragrande, inaccettabilmente elargita, per quella sua piccola parte che ognuno di noi – o una parte di noi – dovrà sborsare per raccoglierla.

Per raccogliere un milione di euro per un componente, non del tutto encomiabile, di una società a forte partecipazione statale, bisogna togliere l’aumento (legato all’inflazione) – diciamo di 100 euro ciascuno – a 1.000.000: 100= diecimila pensionati. Diecimila.

Un milione di euro è, lira più, lira meno, la cifra che – così oggi si dice – verrà data ad una nobildonna della Finmeccanica, che se ne va.

GdC

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Quello che non dovrebbe avere questo governo – questo governo, perché è quello che abbiamo – è la paura di avere coraggio.

Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica, durante la puntata di Ballarò andata in onda il 13 dicembre ha richiamato una frase di Aldo Moro.
Si parlava della manovra, ça va sans dire, e in particolare dell’ICI; e in particolare dell’ICI non pagata dal Vaticano.
La Chiesa cattolica, che possiede il 20% degli immobili presenti sul territorio italiano, paga solo il 10% dell’ICI dovuta.
Il sottosegretario Polillo ha assicurato che sul tema è in corso “un’attività di scavo”.

Ora:

  • il presidente della CEI, cardinale Bagnasco, ha dichiarato che non esistono pregiudiziali da parte del Vaticano, che è disposto a sanare i casi di mancato pagamento del tributo;
  • Monti ha ammesso di essere a conoscenza di una procedura UE aperta contro l’Italia per “aiuti di Stato”;
  • il mancato introito varia, a seconda delle stime, da 500 milioni a 2,2 miliardi di euro;
  • molte strutture ecclesiastiche svolgono attività sociali supplendo al ruolo dello Stato;
  • godono dell’esenzione anche organizzazioni laiche non profit…

ascoltate tutte le dichiarazioni, considerate tutte le posizioni, ponderate tutte le situazioni, una Chiesa che chiede maggiore equità alla manovra del Governo può degnamente rifiutarsi di contribuire ai sacrifici richiesti?

Essere tecnici aiuta, ma le decisioni da prendere sono soprattutto politiche.

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