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Archive for the ‘Labour Party’ Category

In Germania il crollo dei Liberali alleati della CDU di Merkel, dati oggi al di sotto del 5%  soglia per l’accesso al Bundestag, lasciano ben sperare in un successo di SPD + Verdi alle elezioni di Settembre o quanto meno ad un pareggio con la destra. In GB i Conservatori, lontani dalle promesse di modernizzazione che avevano fatto, stanno collezionando sconfitte nei sondaggi, oggi tutti a favore dei Laburisti. Perfino in Ungheria pare che il sostegno al governo ultranazionalista di Orban stia scemando tra la gente giorno dopo giorno, facendo invece avanzare i socialisti. Possibile che soltanto da noi, ad un passo dalla vittoria del centrosinistra, si assista al contrario ad una rimonta della destra anomala e populista PdL + Lega ?

Ma c’è di più. La nuova formazione di Monti, lodevole finché vi pare nell’intento di fondare un partito conservatore democratico ed europeista anche in Italia, di fronte alla scelta di un’alleanza di governo resa necessaria dalla legge elettorale in essere per il Senato (premio seggi su base regionale) assume una posizione “equidistante”. Tra chi cioè tende loro una mano da sempre per un’intesa riformista e chi, avendoli appoggiati fino a ieri, decide oggi di attaccarli senza risparmio su tutta la linea. Dov’è mai finita la ferrea logica del Professore? L’elettore, ivi compreso il suo, avrà pur diritto di sapere in anticipo quale governo sceglie col suo voto!

Avvicinando la lente alla Lombardia, regione chiave per la partita al Senato, Mannheimer vede la destra in leggero vantaggio su di noi per le politiche, non diversamente dalle regionali. Semplicemente incredibile dopo le gesta del governo formigonleghista appena dissoltosi! Per nostra fortuna, continua M, ci sarebbe Albertini in campo a rendere possibile il recupero anche a così breve termine. Non resta che puntare invece su Ambrosoli a mio giudizio, affinchè forte della sua integrità, trasparenza e distanza dagli indecenti politicanti di destra, faccia breccia finalmente tra i lombardi e ispiri un voto di conformità anche al Senato.

Max

 

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Traduciamo liberamente da un bollettino appena giunto dal Labour Movement for Europe (LME).

” Tempo di qualche emozione per la sinistra europea questo.  I recenti successi elettorali nella grande regione tedesca del Nordrhein-Westfalen e l’elezione di Hollande alla presidenza francese testimoniano infatti del declino finalmente in corso della politica conservatrice nella UE.

Va detto tuttavia che la minaccia dell’uscita dall’Euro della Grecia unita al proliferare di piccoli patiti nazionalisti sorti qua e là in Europa non danno spazio a troppo autocompiacimento e inducono piuttosto il Partito Laburista così come gli altri partiti della stessa famiglia a scambiarsi idee sul come concepire un piano strategico unitario per vincere in questo clima di incertezza economica e fragilità sociale…”

Segue una serie di appuntamenti in calendario in GB tesi a far incontrare membri autorevoli del LP con i colleghi per lo più di SPD e PSF proprio per concertare insieme un’ipotesi di azione politica comune in Europa (significativo di questi giorni un appello ai militanti LP per un porta-a-porta in appoggio alla tornata dei ballottaggi di Domenica in Francia)

E noi del PD dove siamo, mentre le “altre” sinistre si ingegnano ad aiutarsi tra loro? Di Europa siamo soliti parlar molto, ma cosa facciamo in pratica per rilanciarne l’idea tra la gente? Chi se non la nostra parte dovrebbe occuparsene oggi che pare addirittura l’unica uscita possibile dalla crisi? Perché i ns deputati non vanno a questi incontri, se non altro per ascoltare la lezione europea da quelli che già la praticano?

Questi ed altri interrogativi sorgono spontanei alla lettura di quel bollettino. Noi non riusciamo a scorgere l’Europa tra le priorità del PD oltre al frequente enunciato. E’ ora che ce ne accorgiamo invece e cambiamo marcia. La storia non sta lì ad aspettarci.

Max

 

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Il Labour Movement for Europe, organizzazione che promuove il dibattito sull’Europa all’interno del Partito laburista e dei progressisti britannici, ha offerto durante la campagna per le elezioni presidenziali francesi un vivido esempio di fattiva intesa tra due partiti della sinistra europea. Un esempio che potrebbe indicare anche al PD una strada da percorrere per uscire dal nostro ostinato guscio locale.

Delle “lezioni” che i labour propongono di “copiare” dalle presidenzali francesi, il cui significato è ben più che nazionale, ci piace citarne una in particolare:

The most important lesson of the Socialist victory of May 6th must be drawn by Brussels and other national capitals. Franco-German cooperation remains essential to keep Europe on the rails. But it needs to be less one-sided. The demands for growth policies capable of stimulating job creation must now be heard. An effective growth strategy requires more than just labour market reform and perfecting the single market. An economic policy which creates real jobs requires using the resources of the EU Budget, the European Investment Bank and, indeed, the European Central Bank to support a continent-wide infrastructure programme, research and development, training and innovation. A policy based on regulatory reform without resources will not rescue Europe from the long-term doldrums.

Five lessons from France

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Labour Friends of Italy è un’organizzazione che riunisce cittadini italiani residenti nel Regno Unito che condividono e promuovono i valori del Labour Party.
Con questi nostri connazionali abbiamo stabilito un rapporto di simpatia e collaborazione. Perché la sinistra uno se la porta dentro, ovunque sia.

E allora parliamo di qualcosa che succede oltremanica ma che ci riguarda.
A Milano ha vinto Pisapia. Anche a Londra può vincere un riformista.

Il 26 gennaio è iniziato il conto alla rovescia: 100 giorni all’elezione del sindaco di Londra. La scelta sarà fra Boris Johnson e Ken Livingstone.

Durante l’incarico del sindaco uscente Johnson la qualità della vita a Londra è diminuita, mentre tutto il resto – dalle tariffe alla criminalità – è aumentato. Livingstone punta a rovesciare i termini della questione.

Registrandosi presso il proprio distretto, anche i cittadini italiani che vivono a Londra possono partecipare alla scelta del sindaco: basta che si registrino presso il proprio distretto.

Così si presenta Ken il rosso:
I want to be Mayor for one overriding reason: if I am elected my focus will be to do everything I can to protect Londoners from the recession and the effects of the Government’s policies”.





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