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Archive for luglio 2012

Sostenere che la cerimonia inaugurale di Pechino sia stata il massimo dell’eleganza olimpica, sarebbe forse temerario. Roba da ridere, rispetto al Kitsch di Londra.

Ci sarebbe da pensare che, dopo l’invenzione americana di Disneyland, gli inglesi abbiano deciso di trasformare l’Inghilterra in Disneyland, fra medievalismi di matrimoni e compleanni regali, e poco convincenti modernismi – con irresistibile richiamo alla lacrima  per i bimbi malati e glorificazione di personaggi da rotocalco.

Il sonno, alla fine, ci ha liberati dalla noia del gazzabeo circense.

Il CIO ha dato il meglio di se stesso proibendo il ricordo degli atleti israeliani assassinati a Monaco.

Oggi iniziano i circenses. Povero De Coubertin.

Non siamo certo dei patiti di Monti, ma dobbiamo almeno ringraziarlo di averci risparmiato simili costosissime e logore manifestazioni di presunzione nazionalistica.

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E’ mai possibile che l’interesse, il profitto quindi di una sola impresa abbia a prevalere sul tangibile beneficio di centinaia di migliaia di cittadini come effetto riscontrato da questo efficace provvedimento comunale ? Leggiamo infatti che una sentenza del Consiglio di Stato pronunciata sul ricorso contro l’Area C di un garage milanese del centro ha di fatto sospeso il pagamento dell’imposta di ingresso e riammesso quindi liberamente il traffico di automezzi privati in quella zona. 

Sapevamo che la  riuscita del provvedimento si misurava sugli importanti risultati ottenuti per la cittadinanza come la mobilità notevolmente migliorata, la diminuzione dell’inquinamento e la contrazione del numero di incidenti. Senza escludere il beneficio degli introiti giornalieri per le esauste casse comunali che alla lunga potrebbero così venir costrette a prelievi compensativi nelle tasche degli stessi cittadini. Tutto azzerato adesso in attesa di un controricorso del Comune con chissà quali tempi ed energie da consumare.

Tra le non infinite trasformazioni operate finora in città da questa giunta, quella dell’Area C ci pareva particolarmente azzeccata e non avevamo mancato di riconoscerlo al suo realizzatore assessore PF Maran da queste righe. Ora per tornare dove eravamo ci sentiamo di proporre una sottoscrizione popolare a sostegno del ricorso annunciato dal Comune, magari valendoci dei circoli PD e/o iniziativa popolare anche più estesa.

Max

 

 

 

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Fino all’estate scorsa, non sapevamo che la ovvia differenza di rendimento fra titoli di stato più o meno affidabili si chiamasse spread. In effetti, il termine inglese è inappropriato, visto che spread indica spargimento, dispersione di valori, e non differenza. Ma, si sa, meno si capisce meglio è.

Improvvisamente, alcuni economisti hanno sentenziato che fosse il parametro princicipale, e lo stesso Berlusconi  è caduto più per la sua incapacità a governarlo (“io faccio il presidente a tempo perso”) che non per i suoi fasti e nefasti.

Quando, pronunciato il nome di Monti, lo spread è sceso, si è gridato al miracolo. Probabilmente era una fluttuazione statistica, visto che poi è sceso ancora alla nomina, per risalire, oggi, ai valori di partenza. Monti, però, oggi dice che, dopo tutto, non è poi così importante!

Il fatto è che, nella corsa ad abbassarlo, si è distrutto tutto: diritti dei lavoratori, pensioni, servizi vitali per i cittadini, pace sociale etc …. tutto, insomma, meno che ciò che tocca il gruppo professional-sociale cui appartiene il governo Monti.

Si è comportato come quei generali che, per tenere una posizione insostenibile, bruciano le riserve; la posizione si perde lo stesso, le riserve non ci sono più, ed è la disfatta.

Se avverrà, e se il profilo mental-caratteriale di Monti è quello che a me appare, l’unico che non si scombiccolerà più di tanto sarà lui, convinto che, senza di lui, sarebbe andata peggio. Un po’ come il capitano coraggioso.

GdC

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Non dimentichiamolo, il Sindaco di Milano l’anno scorso ha compiuto un’operazione impensabile fino a poche settimane prima dell’esito: ha saputo ricompattare la sinistra da 18 anni all’opposizione ed ha attratto sulla sua candidatura la parte migliore dei ceti moderati e liberali della città. L’ha fatto chiedendo ai cittadini stessi di formulare il suo programma e rivolgendo l’appello ai rappresentanti della società civile, dell’associzionismo attivo. Merita quanto meno il rispetto di un vincitore quando, da sinistra, si rivolge a noi e ci dà la sveglia in questo frangente.

In buona sostanza nell’intervista ci induce a mobilitare finalmente energie nuove, a serrare le fila della sinistra intorno a un programma condiviso, a garantire una buona volta la parità di genere, a far partire il progamma di coalizione dal basso, a limitare a due soli mandati la rappresentanza, a pescare i candidati anche dai cittadini impegnati sul territorio, a cercare di riunire tutte le forze disponibili (non esclusi i moderati quindi) per disegnare un piano di governo in dieci punti chiari e incontrovertibili.

Più sottile ma implicita anche l’offerta di aiuto, consiglio e perciò stesso impegno nelle scelte del centrosinistra da parte di lui stesso insieme ad altri sindaci ed esponenti di associazioni civili se non addirittura il presagio di una sua candidatura. Bersani tenga l’offerta in debita considerazione!

Lo giuro però, Giuliano non mi aveva avvertito prima!!!

Max

L’intervista di Ettore Livini a Giuliano Pisapia: radF6516.tmp

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Non solo la destra incavolata e perdente, ma anche la sinistra, hanno presto obliato la grande vittoria referendaria, unico evento politico rilevante e positivo dello scorso anno

Oggi la Consulta ce li fa ricordare, perchè grazie ad essi si possono spazzar via molte inaccettabili privatizzazioni å la page. 

Quella è la via da seguire, consulto popolare diretto e unità popolare delle sinistre edelle destre serie.

GdC

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Troppi i misteri della Repubblica.

Oggi, per merito della Procura di Palermo, uno potrebbe essere svelato, per la  giustizia e per la Storia.

La trattativa Stato-mafia, se è avvenuta, è stata il fatto più nefando dell’Italia repubblicana.

Immunità, sottili distinguo, al confronto hanno significato secondario.

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Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Palermo , Cagliari quasi tutte le città più importanti del Paese sono oggi governate dal centrosinistra che ha vinto, talora stravinto, le amministrative locali in diversi, complessi e spesso avversi quadri politici di riferimento. Non solo, l’ultimo responso delle urne locali vi ha aggiunto anche innumerevoli comuni di più piccole dimensioni strappati a una destra ormai in via di sgretolamento. I Sindaci che hanno conquistato il favore popolare con queste importanti affermazinoni o sono del PD o, in caso contrario, dal nostro elettorato sostenuti, votati e perciò stesso portati al successo. E’ un fatto questo del quale non si può non tener conto nel congetturare prima e orchestrare poi una strategia vincente per il 2013.

Si presenta irto di incognite quell’appuntamento fra 8 mesi, ne abbiamo testimonianza quotidiana fin da ora! Si va dalle inquietudini interne del PD sui temi etici alla sua scelta delle alleanze (con tutti non si può andare, ragazzi!), dalla consistenza della mina vagante M5S alla perenne riemersione del grande sogno centrista con o senza il suo capotreno (Forza Italo!), dalla durata dell’asse Vendola – Di Pietro a chi tra noi guiderà la coalizione dopo le primarie. Per non parlare delle convulsioni della destra in corso, e della margherita da sfogliare sulle intenzioni del Professore. Variabili tutte queste niente affatto indipendenti ma funzione l’una dell’altra, tanto per semplificare il quadro. Sullo sfondo la tenuta dell’Euro e gli scenari derivabili! Basta così?

Da qui la mia proposta. In un clima di tale e tanta complessità perché non far assistere il Segretario nelle sue scelte decisive, cruciali da una Consulta dei Sindaci di centrosinistra al governo nelle città e centri più significativi? In condizioni sempre diversificate e difficili hanno saputo recepire l’umore della gente, l’hanno interpretato correttamente e l’hanno convogliato nel voto vincente della nostra maggioranza. Sono il nostro valore aggiunto, il nostro fiore all’occhiello di oggi: chiediamo il loro consiglio autorevole, il loro appoggio concreto nella sfida più importante che ci aspetta!

Max

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