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Archive for aprile 2012

Animali salvati e Digos!

Una volta c’era il reato di apologia di reato. Non sappiamo se esista ancora, ma ci guarderemo bene dal correre il rischio: povero blog! E poi, siamo contro l’illegalità.

Però, a leggere che gli animalisti hanno liberato dei cani destinati, presso Brescia, all’orrenda vivisezione (TM News; 29 aprile 2012), diciamo: “Alcuni cani sono stati salvati!”

Molti animalisti sono stati arrestati …. dalla Digos!

Dalla Digos … capite!? Abbiamo mafia, camorra, sacra corona unita, ndrangheta che si appoggiano a qualche partito, anche in Lombardia e poi e poi….. Che fa la Digos? Interviene per impedire la liberazione dei cani, e scarica sugli animalisti più capi di accusa che su Al Qaeda! Dipende anche dal nuovo validissimo ministro? La lady di ferro. Con gli animalisti, di ferro, coi potenti, chissà!

GdC

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Siamo certi che progettisti, ingegneri, tecnici, operai sono tutti capaci, selezionati, impegnati. I massimi dirigenti no: favoriti dei partiti e favorenti i partiti. Poi c’era quello che aveva nominato dirigente anche la moglie: si sa, le famigliole fanno fatica a campare con un solo stipendio.

Due punti mi sembra non siano stati sottolineati. Il primo: quando viene nominato il Capo di una ditta a partecipazione statale di tale importanza, non dovrebbe l’opposizione chiedere una audizione nella quale il candidato esponga le sue qualifiche, tecniche e “giudiziarie”, in competizione con altri? Il secondo: lo scandalo c’era già nel lecito, quando si pagava il 8% (milioni di euro) a un intermediario (svizzero). Chi era costui? In una ditta a partecipazione statale, colui che promuove il prodotto ai governi stranieri non dovrebbe essere l’addetto commerciale dell’ambasciata? E se si debbono valorizzare le novità tecnologico del prodotto, non spetterebbe a un ingegnere, o a un ufficiale dell’aeronautica, pagato dallo Stato alcune migliaia di euro al mese, tutto compreso?

Si accusa la Magistratura di debordare, ma poi i partiti (tutti) dormono, e senza intercettazioni e PM la vergogna e lo spreco scorrono incontrollati.

GdC

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Di ritorno dalla visione del film di Daniele Vicari.

Un carnaio, un massacro, un mattatoio, un lager. Una serie ininterrotta di abusi di potere.
Manganellate, sottomissioni, sangue, carne scoperta.

Prima l’assalto alla scuola Diaz, poi le violenze alla caserma di Bolzaneto.

E’ davvero difficile credere che la nostra sia una democrazia matura.

 

bb

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Gli italiani sono migliori, come cultura, buon senso, onestà, competenza di chi ambisce a governarli. Lo hanno dimostrato coi referenda su acqua e nucleare; lo confermano ogni qual volta vengono consultati. Il nuovo ministro della PI (quello che non smantella le assurdità Gelmini, ma vorrebbe imporre il tablet ai bimbi, alla faccia della loro salute visiva e della loro abilità a sfogliare un libro!), credeva di avere consenso con la snobbistica abolizione del valore legale del titolo di studio. Bocciatura: gli italiani ci tengono.

Abbiamo già dialogato, in questo blog, degli aspetti pratici e culturali del tema. Ma vediamo quelli politico-sociali. In un paese nel quale un Potente-Politico può regalare posti senatoriali, ministeri, direzione di imprese a partecipazione statale, a leccapiedi e escort, almeno non può far dono di posti di primario, professore di liceo, provveditore ai beni culturali,  ingegnere responsabile di costruzioni etc etc, perché lì, la laurea, col suo valore legale, è indispensabile.. E ciò non solo tutela i cittadini di non avere un primario non laureato o un insegnante di latino che non ricorda rosa rosae, ma è una garanzia per chi gli studi li ha seriamente e faticosamente condotti. Oltre un certo limite, le raccomandazioni non valgono! E chi ha preso una laurea in una università pubblica o in una dignitosa università privata (più o meno illustri che siano, che poi spesso si tratta più di fumo che di sostanza!), un certo grado di competenza lo deve avere, perché una trentina di esami non si superano senza studiare. Ciò ovviamente, è più importante per il figlio dell’operaio che per quello del notabile. Non per nulla, la CGIL è favorevole al valore legale del titolo di studio, la stampa berlusconiana contraria. Ma l’atteggiamento di giornalisti come Feltri rappresenta – se ce ne fosse bisogno – la prova del nove del nostro assunto.

GdC

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Nulla di più provinciale di un provinciale che si vuole sprovincializzare! La conferma viene – purtroppo – dal Politecnico di Milano, che sembra aver deciso non di migliorare la conoscenza dell’inglese e di altre lingue da parte dei suoi studenti (cosa giustissima), ma addirittura di tenere i corsi solo in inglese. Lo ha già fatto un polo didattico di medicina, nella stessa città.

Quando si pensa, non si formula pensiero astratto, ma si pensa in una lingua che, in genere , è quella nativa.  Cambiare a 20 anni è arduo ed inutile. Di più: medicina e ingegneria non sono facoltà teoriche, come fisica, ma a contatto rispettivamente con i pazienti (al 99% italiani)  e gli operai. In che lingua professionale si spiegheranno i laureati international?

Da anni assistimiamo alla comica di congressi nazionali- ad es. di medicina – con lingua ufficiale l’inglese, nei quali il relatore, per lo più incapace di improvvisare in inglese – legge tabelle ed il pubblico si sforza di capire. Per fortuna poi, al bar, ci si spiega in italiano, anche regionale.

Ci sono popoli ai quali l’invasore ha tolto la lingua nazionale; nessuno ne ricordo così vile da rinunciare alla propria volontariamente. Specie quando essa ha la storia, la completezza grammaticale e sintattica, la letteratura della nostra.

Interessante notare che, in questi stessi giorni, la Scuola e la Cultura francesi chiedono ai candidati all’Eliseo di impegnarsi per un migliore studio del francese e delle lingue classiche (greco antico e latino) dalle quali esso deriva. In fututo, potremo sempre chiedere a un francese, o a un senegalese, di insegnarci l’italiano ed il latino.

GdC

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Tra 8 giorni si gioca l’Eliseo, e con lui le chances delle sinistre in Europa. Sui giornali italiani, asserviti in gran parte, poco o nulla. Accanto allo sfidante Hollande, si collocano molti interessanti personaggi della sinistra “radicale”, alcuni suoi possibili collaboratori al governo: la verde Eva Joly, Melenchon (10%), Poutou (operaio di grande carica umana), la Arthaud (insegnante “comunista”), l’anziano Cheminade. Molti non raggiungereanno l’un per cento, ma nei loro programmi c’è molto di interessante. La Francia è ai confini, ma sembra sulla luna. Si preferisce discettare sul nulla.

GdC

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