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Archive for novembre 2012

Dopo aver venduto carta ai monarchi assoluti del golfo, Monti fa una piroetta e svende Israele, unico paese democratico del vicino oriente.. Bersani ha influenzato? E, se si, ha ragione Bersani (sì alla Palestina osservatrice all’ONU) o Renzi (no)? E, Bersani quanti voti ha guadagnato e quanti ne ha persi? A priori, ho l’impressione che, su questo tema, fra bersaniani e renziani si rimescolino le carte.

GdC

P.S. Al Vaticano non par vero allungare le mani sui Luoghi Santi.

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Real time

http://www.youtube.com/watch?v=nifFUgGZmUo




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L’acronimo di Autorizzazione Integrata Ambientale evoca una nota marca di polli: i polli dovremmo essere noi, cittadini tarentini ed italiani. I professori, più ricchi di presunzione che di capacità, non si degnano di svelare il loro piano, che dovrebbe conciliare il diavolo e l’acqua santa, con una certa predilezione, forse per il primo, visto che lui è ricco e l’acqua, per santa che sia, resta H2O.

L’unica cosa disvelata è la copertura delle colline di metalli ferrosi tossici con materiale plastico o altro: provvedimento buono a tirare avanti finché la proprietà passa di mano, e le spese le facciamo noi, come di regola succede, quando una ditta abbandona un sito.

Varrà la pena ricordare che i materiali inquinanti solidi o semisolidi hanno pericolosità di vario tipo; biologica, chimica, radiante, da metalli pesanti, da amianto etc. Se ha senso coprire o interrare i liquidi biologici, che a lungo termine si inattivano per processi naturali, ne ha meno per gli isotopi, se la loro emivita è lunghissima, e nessuno (se non a breve termine) per i materiali che potremmo chiamare perenni, come l’amianto ed i metalli pesanti. In via di principio, anche le discariche per l’amianto non fanno che spostare il problema, e l’unica soluzione realmente razionale sarebbe riportare il materiale nelle miniere donde proviene. 

Nel caso specifico di Taranto, la soluzione razionale è spostare l’acciaieria a distanza dalla città (una bellissima città, già colonia greca, ricca di siti archeologici, da ricuperare al turismo e alla nautica da passeggeri e da diporto), rimuovere tutto il materiale pericoloso dall’attuale sede dell’acciaieria, come Max ha indicato su questo blog.

Dubito che sia nelle intenzioni di Confindustria, che comanda al governo.

Anzi, la stampa di destra paventa che le ditte straniere non vengano in Italia. Per quei giornali  noi dovremmo forse essere il Bhopal d’Europa, ora che l’India, non più così povera e giustamente fiera di essere la prima democrazia del mondo, col suo governo, coi suoi giovani, con le sue donne, riscatta anche Bhopal.

GdC

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Dopo anni di latitanza e una moria infinita, il governo che fa? Invece di bonificare, facendo pagare gli inquinatori, attacca la Magistratura e si prepara a ‘militarizzare’ anche questa area.

La risposta sia: non prevarranno!

GdC

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A chi andranno – se andranno a qualcuno – i voti di Nichi Vendola?
Il 15,6%  ottenuto al primo turno delle Primarie dal presidente della Puglia sarebbe decisivo sia per la vittoria di Bersani sia, anche se solo per un soffio, per quella di Renzi.
Vendola ha dichiarato che ascolterà i due candidati approdati al ballottaggio e che appoggerà chi di loro evocherà una speranza politica e culturale.

Di primo acchito verrebbe da pensare che i voti vendoliani migreranno su Bersani, ma è bene non dare niente per scontato.

Se fare politica per Vendola è seminare in attesa di germogli, viene da pensare che con Vendola e aldilà di Vendola esistono milioni di semi con altrettanti germogli, e con relativi frutti.

Ci sono poi i voti di Puppato e di Tabacci.

La sfida è aperta, apertissima.

 

barbara

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Incredibile il giubilo, da ieri sera, dei berluscones per la (bella) affermazione di Renzi. Giornalisti dei giornali di famiglia, cantanti donne in disarmo, e tutta quella corte dei miracoli che da anni osanna Berlusconi, inneggiano. Si illudono che Renzi tradirà? Non so. Certo, se vince, e nella migliore delle ipotesi, coi giovani inesperti e talora un po’ vanesi che non integrano, ma scacciano, i forse troppo vecchi ma esperti,  andremo allo scontro elettorale come un esercito in fase di riorganizzazione, e che ha perso le sue ali, almeno quella sinistra. Amici di Milano mi segnalano i molti PDL che vanno al voto, non certo perché convertiti sulla via di Damasco, ma per frantumare il PD, mentre è in atto il caos nel PDL.

GdC

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E così siamo venuti a sapere, per via traversa, che il consigliere sul lavoro di Renzi è Ichino. Opportunamente nell’ombra, ché la sua carica di simpatia e di gradimento rivaleggia con quella dei giovani finanzieri delle Cayman.

GdC

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Mentre seguiamo le notizie sulle primarie del centrosinistra da noi, in Spagna 7,5 milioni di Catalani sono chiamati al voto per decidere se separarsi dal Regno di Spagna e proclamarsi nuovo stato indipendente d’Europa. In realtà il percorso è un po’ più complesso e incerto di così, dicono i giornali, potendo fruttare alla Generalitat (il governo locale) soltanto un po’ più di autonomia finanziaria in seno ad un Paese già da tempo articolato in 17 regioni autoamministrate. Più uno strumento negoziale che una vera e propria minaccia all’integrità territoriale spagnola, insomma.

Comunque vadano la cose nel vicino Paese mediterraneo, non si può non intravedere anche laggiù in atto una deriva nazionalista e localista che opera da potente forza centrifuga nel faticoso processo unitario della UE. E’ quello stesso andamento che in tempi diversi e per diverse ragioni storiche vediamo via via compiersi in Belgio (diviso tra Fiandre e Vallonia), nel Regno Unito (Scozia prossima al referendum, Galles che forse seguirà), in Italia (con la sia pur fantasiosa Padania), più attenuato in Germania (la Baviera con la sua specificità) e nella stessa Francia (dove il fuoco Corso cova sempre sotto la cenere). Per non parlare dell’Europa orientale e balcanica dove le minoranze sono talora oggetto di persecuzione vera e propria dall’etnia dominante.

Saprà l’Europa rovesciare questa tendenza disgregatrice e, salvando le più spiccate autonomie locali, riassumerne tuttavia i tanti popoli in un disegno federale unitario? Non si vede poi molto di questi tempi ad incoraggiare una risposta positiva alla domanda, se si giudica dal fare dei leaders politici in carica. Serve forse più consapevolezza della gente a rendersi conto dell’autobus che sta passando e a fare il possibile per non perderlo. Dal basso, democraticamente e tempestivamente e, lasciatemi dire, da sinistra soprattutto.

Max

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Non quelli fra un uomo ed una donna, nei quali – forse – l’indissolubilità non era neanche tutta sbagliata, ma quelli fra le poltrone importanti italiane e chi le occupa. I conduttori e le ballerine TV restano lì finché stanno in piedi, uccidendo di noia gli spettatori, i grands commis dello stato volano da una partecipata ad un’altra, spesso rovinandole, ma sempre beccando buonuscite e pensioni favolose, e così via. Più grave quando riguarda i capi di governo, giunti lì per un concorso di circostanze, talora con modesti meriti e scarse capacità. In meno di un secolo abbiamo avuto Mussolini, Berlusconi, ed ora – forse – Monti. Restano lì fino a a che o non passano a miglior vita o fino a che sono disfatti e/o completamente privi di sintonia col mondo che è cambiato. A Monti l’Italia ha già dato: cattedra a circa 27 anni (in genere i bravi e fortunati ci arrivano a 45 – 50), commissione europea (cosa abbia fatto, pochi sanno dire), senatore a vita, presidente del consiglio; ma ora sembra che siamo obbligati a pensare al suo futuro: un impegno, una questione di onore. Qualcosa di importantissimo, comunque, altrimenti la casta dei Notabili si offende, collettivamente. Solo Vendola dissente, osservando che gli premono di più alcuni milioni di giovani, alcuni validissimi, sprecati e delusi – una generazione buttata via. Strano paese, il nostro: dare sempre a chi molto ha, guardare con commiserazione, senza far nulla, verso chi – talora – molto merita.

GdC

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Pugno duro coi nostri giovani e studenti, inefficacia coi nazi-fascisti antisemiti violenti.

GdC

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