Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Elsa Fornero’ Category

1.
Nell’intervista di Fabio Fazio a Elsa Fornero (Che tempo che fa del 18 marzo) una domanda è rimasta senza risposta.
E’ proprio necessario, ha chiesto Fazio, affrontare questo momento di crisi cominciando dai dipendenti, dagli impiegati, dagli stipendi da 1.200 euro al mese?
Risposta, nessuna.

2.
La seconda domanda è dello stesso tenore.
Riguarda il Monte dei Paschi di Siena, (ancora?) terza banca d’Italia, che annuncia il taglio delle gratifiche di fine anno e propone la rinuncia a un giorno di ferie ai dipendenti come pegno da pagare per la mancata produttività del gruppo.
I dipendenti hanno lavorato come sempre; le scelte sbagliate del management dovranno pagarle loro?
Anche questa domanda aspetta una risposta.

 

Read Full Post »

Nel migliore dei mondi possibili secondo Fornero e Monti, quando l’articolo 18 sarà storia e la mobilità lavorativa totale, potrebbe esserci esubero di giuslavoristi, con conseguente trasferimento della Fornero ad altra cattedra, diciamo Storia del balletto classico. Poiché, con l’età, diminuisce la capacità di apprendimento di materie totalmente nuove, possiamo prevedere che ci metterebbe 5 anni a saperne qualcosa, e 15 a poter tenere un corso. Età della pensione. Peggio andrebbe a Monti se venisse trasferito a Fisica delle particelle elementari (ricordate il tunnel?). Insomma: la mobilità va bene quando riguarda gli altri, specie i lavoratori manuali. Ciò nella presunzione che i lavori a prevalente contenuto manuale siano poco qualificati. Ma non è così. Ad apprenderli bene ci vogliono anni di pratica ben guidata, non un corso regionale di riqualificazione, anche perché, di regola, questo tipo di lavoratori è più agevolato ad apprendere per dimostrazione diretta ed imitazione che non attraverso lezioni teoriche. La perdita del lavoro non viene risolta con una indennità da fame; sono in gioco la dignità del lavoratore, il patrimonio di competenze, e l’interesse del consumatore. Ciò non vuole dire che, talora, non ci sia l’assoluta necessità di una certa mobilità lavorativa, bensì che questa non rappresenta certo una situazione ideale da incentivare. Io non vorrei che i freni della mia automobile fossero riparati da un meccanico il quale, fino a due mesi prima, faceva il giornalaio, né vorrei avere come infermiere un muratore che ha seguito un corso di riqualificazione breve. E voi?

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: