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Archive for the ‘Debito pubblico’ Category

Aveva cominciato Steinbrueck (SPD) a chiamare i leaders dei due partiti italiani usciti dalle elezioni col 55% totale del consenso “pagliacci”, poi severamente ripreso dal ns Presidente costretto dagli obblighi di dignità patria. Non mi aspettavo invece che l’epiteto lo facesse suo anche il serio Economist di questa settimana che rimette il Paese (alla gogna) in copertina dopo quella della Torre di Pisa cadente.

Un po’ induce al sorriso per l’implicito scopo satirico dell’immagine dei due accoppiati, l’uno che strilla nel microfono e l’altro con l’eterno sorriso stampato sulla faccia, un po’ invece accappona la pelle al solo pensiero della copertura mondiale di quel giornale e della qualità medio-alta dei suoi lettori. Sotto il titolo ” Entrino i pagliacci” c’è anche il loro profilo sommario. Eccovi lo scampolo! 

 Grillo (25%). Età 64, professione comico da palcoscenico, principiante in economia, linea politica del Vaffa a tutti, vuole sospendere il pagamento del debito nazionale.

Berlusconi (30%). Età 76 (tranne i capelli), professione primo ministro durevole, una tragedia in economia, linea politica del “vieni a casa mia e porta un’amica”, non vuole andare in prigione.  

Pietà mi viene da dire, Napolitano faccia il miracolo e ci riporti presto nell’anonimato internazionale.

Max

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Siamo ancora a un passo dal baratro.
Siamo ancora un Paese i cui titoli devono pagare tassi altissimi per essere – forse – acquistati, perché ne valga la pena.
Siamo un Paese in cui non c’è denaro disponibile: le banche non ne prestano perché, semplicemente, non ne hanno – e comunque il denaro non circola se manca la fiducia nella sua futura restituzione.
E’ un Paese, il nostro, che non ha più fiducia nella sua classe politica. Se mai ne ha avuta.
Ma vorrebbe averne, finalmente. Perché di cosa ha bisogno, se non di fiducia?
Potrebbe tornare a sperare.
Per esempio, tornerebbe a sperare se il governo Monti desse un segnale importante: tagliando i costi della politica.
Le indennità e il numero dei parlamentari, per esempio.
Per prima cosa, per piacere.
Sarebbe molto, moltissimo.
Perché abbiamo capito, siamo consapevoli che dobbiamo fare dei sacrifici.
Li faremo.
Ma il “dobbiamo”, il “li faremo” dovrebbero riguardare tutti.
Proprio tutti.
E senza mettere i giovani contro i vecchi, per piacere.

Barbara

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