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Archive for agosto 2013

Non ricordo casi in cui un governo inglese, il giorno prima della partenza del corpo di spedizione, abbia dovuto dare l’altolà per un voto del parlamento.

Forse da Londra ê più facile capire come è andata.

Io ho visto un Cameron, così distaccato, divento terreo.  Ho ascoltato Obama che cita come più antico alleato degli Usa, la Francia. Si risale a La Fayette.

Indica la prossima caduta di Cameron, abbandonato da molti dei suoi? Indica un pacifismo vecchia maniera (come si chiamava? Bevin o Bevan?) dei labour? Indica una mossa spregiudicata di Miliband, diretta più contro i conservatori che contro l’intervento? Indica la paura degli inglesi per i poco assimilati musulmani, pachistani o altro che siano?

La nostra stampa non ritiene il tema importanta. I partiti nemmeno. Siamo veramente europei! Da Max un chiarimento, almeno per il nostro gruppetto pd.!

GdC

 

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In latino suona meglio, ma non la ricordo.

Sarkozy e Juppé furono meglio, e salvarono la popolazione di Bengasi dalla strage. Questi cincischiano, e attendono il responso ispettivo sui gas. Se niente gas, tutto bene. Ammazzare i civili con le bombe è lecito. 100000 morti, milioni di sfollati, un milione solo i bambini nella polvere del deserto.

Fra 6 mesi ricorderemo l’olocausto. Grande ipocrisia se permettiamo nuovi olocausti. Anche allora, mentre Hitler lo preparava, il mondo fingeva di non sapere, e respingeva i fuggiaschi verso la morte. Con qualche eccezione, come Francia, Svizzera, Olanda.

GdC

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A leggere i quotidiani più informati delle cose tedesche si direbbe che meno di un mese prima delle elezioni in quel Paese, i giochi siano già fatti o quasi.  Stravince come leader la cancelliera Merkel e così fa pure il suo partito (CDU-CSU al 45%) su tutti gli altri assai distanziati nei sondaggi (SPD al 25% il più prossimo). C’è un ma tuttavia nella formazione di un nuovo governo federale:  i liberali, oggi alleati naturali della Merkel, sono invece in caduta e potrebbero addirittura non entrare in parlamento se raccolgono meno del 5% dei voti.  Tanto potrebbe indurre CDU e SPD a tentare una nuova edizione di un’alleanza di governo rosso/nero già vista in passato.  Lo testimonierebbero, si dice, dei passi in corso da entrambi gli schieramenti per attenuare le differenze fra loro e gran parte della stessa opinione popolare che giudica indistinguibili ormai posizioni e intenzioni dei due partiti avversari.

Penso per associazione al quadro italiano che abbiamo sotto gli occhi.  Nello specifico all’ irresistibile ascesa di Renzi a sinistra e alla probabile scomparsa (declino se preferite!) dalla scena di Berlusconi a destra.  Se tutto questo avviene così com’è facile pronostico, non ci scorgete anche voi un possibile avvicinamento fra le parti e perciò stesso una tentazione a proseguire, mutatis mutandis, l’esperimento in corso?  S’intende, senza dimenticare la benedizione centrista che da noi non manca mai.

Semplice allucinazione o incubo realistico il mio?

Max

 

 

 

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Invito tutti a collegarsi con Avaaz per leggere e firmare l’appello per le donne afgane.

Sarà anche un’occasione per percepire la assoluta inutilità dell’intervento in quel paese.

GdC

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Eventuali lettori del post sull’Equador avranno notato, a un certo punto, la svista ‘peruviano’invece che equadoregno.

In realtà, nel Peru, accadono fatti simili. Una compagnia mineraria, per sfruttare giacimenti  a4000 metri di quota, vuole distruggere alcuni laghi di alta montagna. Propone agli indios la sostituzione con un serbatoio. Loro non sono andati al liceo, ma capiscono che i laghi sono per sempre, il serbatoio fino a che la compagnia ha voglia di tenerlo attivo. Inoltre esso non rifornisce i torrenti: idrografia e coltivazioni vanno a puttana.

L’assalto all’ambiente e ai popoli è in atto ampiamente nel mondo, ma finora lontano e di nascosto, nei mari, nei deserti, nelle foreste. Ora avviene sotto i nostri occhi: trivelle nel Mediterraneo, trivelle nelle pianure, rifiuti tossici buttati ove capita. Scaverebbero sotto gli Uffizi (con precauzione) se trovassero qualcosa. Ci sveglieremo, noi Europei? Distoglieremo l’attenzione dalle beghe miserabili di certi uomini, politici e non, per occuparci dei problemi planetari del nostro tempo? O permetteremo che, con la crisi economica, che hanno provocato loro (di proposito?) ci tolgano ambiente, salute, libertà?

GdC

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Una foresta meraviglia del mondo. Biodiversità unica. Popoli incontattati, che verrebbero decimati dal contatto esterno, come avvenuto al 90%degli autoctoni della Amazzonia.

Il Equador aveva stabilito con la comunità internazionale una compensazione per la salvaguardia delle foreste pluviali, a vantaggio del rapporto ossigeno anidride carbonica e contro il riscaldamento climatico. Ricevuto quisquilie. Indignato, il presidente peruviano ha osservato che loro non chiedono elemosina, ma giustizia. E aperto allo sfruttamento petrolifero. Io sono con gli indigeni e gli ecologisti di tutto il mondo (contattare avaaz, greenpeace, rettet den regenwald etc), ma capisco il governo equadoregno.

Il mondo sa che gli ecologisti hanno ragione. Il fmi ha calcolato il danno dell’innalzamento degli oceani. E che propone? Dighe gigantesche, ad es. per New York. Cemento, sabbia sottratta al mare per farlo, correnti alterate, altri disastri. Costerebbe meno pagare le compensazioni. Ma si vogliono sovvenzionare le multinazionali delle megacotruzioni, prima che salvare le città

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Entrato con flemma in Europa, il UK ne ha tratto vantaggi senza impegni. Fuori da euro, tasse basse per deviare imprese di altri paesi, paradisetto fiscale, proposta di un presidente europeo solo per piazzare Blair, incertezza fra USA, ex Commonwealth ed Europa come partner di elezione.

Personalmente, più mi colpisce il proposito di Gove, ministro della pubblica istruzione, di studiare solo la storia inglese. Il mondo comincia a Hastings nel 1066. Lo storico inglese Evans lo definisce un programma da anni 30, ma, si sa , non è facile mutare l’indirizzo di un governo inglese.

Eppure l’Inghilterra ha sempre coltivato la storia, anche antica grecoromana. Le opere di Gibbon, gli scavi a Creta di Evans, le edizioni critiche della Oxford (tanto per fare i primi esempi che mi vengono in mente)  sono illustri. Churchill studente predilegeva la Storia. Lo stesso si dice di Carlo d’Inghilterra.

Ciò per dire che un simile proposito isolazionista non sembra una semplice e sciocca scelta didattica, come sarebbe in qualche altro paese, ma una visione di fondo.

Sarà Millibrand a invertire la rotta?

GdC

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