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Archive for the ‘Berlusconi’ Category

Giusto per fare un po’ di chiarezza sulla decadenza del Signor B.

L’ irretroattività della legge penale è un principio costituzionale: nessuno può essere punito per un fatto che non era previsto dalla legge come reato, al momento in cui il fatto è stato commesso. E fino a qui siamo tutti d’accordo.

Con riferimento alla legge Severino è quindi chiaro che si potrebbe invocare il principio di irretroattività della legge penale solo se si considerasse la decadenza dalla carica di Senatore  come una sanzione penale. 

La decadenza non rappresenta però un aspetto del trattamento sanzionatorio penale e nemmeno una autonoma sanzione collegata al reato medesimo, ma piuttosto riguarda il venir meno di  requisiti soggettivi  l’accesso\il mantenimento della  carica di senatore.
La sentenza irrevocabile di condanna  è  da considerarsi, in base alla legge Severino, un parametro per un giudizio sulla “degnità” del soggetto a permanere nella sua posizione.
Del resto è la Costituzione, all’art.. 51, primo comma a  demandare al legislatore il potere di fissare “i requisiti” in base ai quali i cittadini possono accedere alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza.

In tali termini non si pone  alcuna questione di incostituzionalità per violazione del principio di irretroattività della legge penale poichè la decandenza sanzione non è. Anzi, nel pieno rispetto del principio generale di irretroattività delle leggi ordinarie, accadrebbe che  venir meno del requisito di candidabilità opererebbe (giustamente) solo per il futuro: con la sentenza di condanna passata in giudicato  si avrebbe il venir  meno SOLO per il futuro, della candidabilità e quindi il diritto a mantenere, sempre e SOLO per il futuro, la carica.

PaL

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“Se sei tedesco ma vieni fare il furbetto in Italia, il PD ti fa un mazzo così (anche giustamente, aggiungo io), se sei brianzolo e collezioni condanne il PD ti fa un inciucio così…”

Così oggi Crozza a Ballarò, fa sorridere ma fa anche riflettere…

Viene trasmesso poi poi, sempre su Ballarò,   un intervento dell’ on. Franceschini alla Camera, risalente ai giorni successivi alla funesta telefonata di Berlusconi: parole decise, pungenti e quasi aggressive riguardo quella vicenda .  Sono passati solo due anni e alla sentenza di condanna di lunedì, per quel medesimo fatto, è seguito il silenzio del Partito Democratico.  Schizzofrenia da governissimo.

Passi non gioire, ma almeno una reazione poteva esserci.

 

 

PaL

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“Sforiamo pure tanto non ci possono cacciare dell’ Unione e dalla moneta unica.”

Così oggi Berlusconi.

Solo 4 osservazioni in merito:

1. Il leader del secondo partito al governo non può permettersi dichiarazioni di questo genere. Ma del resto nulla di nuovo, inutile sorprendersi.

2. In quelle parole è sintetizzato il suo senso di rispetto delle regole.

3. Forse forse se siamo nella situazione in cui siamo è colpa nostra (dell’Italia) e sua, quindi con quale coraggio cotanta arroganza?

4. Ma lui non era quello che garantiva di avere i soldi per restituire l’IMU?

Povera Italia

PaL

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Ci sono due modi di presentarsi a qualcuno col cappello in mano.

1) Accetti di far trasmettere in diretta la sessione di questua (tu sei il questuante, è chiaro);
2) Travesti la questua da offerta “forte” e la presenti in privato, cioè di nascosto.

In entrambi i casi è difficile, davvero difficile far passare il cappello che porti in mano per il cappello dal quale estrai la carta vincente.

E’ questo il PD che vogliamo?

 

barbara biagini

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Aveva cominciato Steinbrueck (SPD) a chiamare i leaders dei due partiti italiani usciti dalle elezioni col 55% totale del consenso “pagliacci”, poi severamente ripreso dal ns Presidente costretto dagli obblighi di dignità patria. Non mi aspettavo invece che l’epiteto lo facesse suo anche il serio Economist di questa settimana che rimette il Paese (alla gogna) in copertina dopo quella della Torre di Pisa cadente.

Un po’ induce al sorriso per l’implicito scopo satirico dell’immagine dei due accoppiati, l’uno che strilla nel microfono e l’altro con l’eterno sorriso stampato sulla faccia, un po’ invece accappona la pelle al solo pensiero della copertura mondiale di quel giornale e della qualità medio-alta dei suoi lettori. Sotto il titolo ” Entrino i pagliacci” c’è anche il loro profilo sommario. Eccovi lo scampolo! 

 Grillo (25%). Età 64, professione comico da palcoscenico, principiante in economia, linea politica del Vaffa a tutti, vuole sospendere il pagamento del debito nazionale.

Berlusconi (30%). Età 76 (tranne i capelli), professione primo ministro durevole, una tragedia in economia, linea politica del “vieni a casa mia e porta un’amica”, non vuole andare in prigione.  

Pietà mi viene da dire, Napolitano faccia il miracolo e ci riporti presto nell’anonimato internazionale.

Max

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Sono piuttosto stupita del fatto che nessuno abbia parlato, su un blog nel quale si fanno le pulci al mondo, del comportamento schifoso di Berlusconi davanti al pubblico (e ai soci, uno dei quali candidato in Veneto per il PdL) della Green Power.
Viene quasi da pensare che le offese, i soprusi, gli abusi di potere perpetrati sulle donne non siano ritenuti cosa grave, soprattutto quando vengono da una persona che gode di grande popolarità ed esercita una forte influenza.

Ma parliamo del fatto.
Berlusconi ha offeso una persona – guarda caso, una donna – a suon di battute sconce, approfittando del proprio potere in maniera vigliacca, in una situazione pubblica nella quale lei aveva chiaramente difficoltà a rispondergli a tono (ma vaffanculo, brutto stronzo!): gli amministratori della ditta da cui dipende erano in brodo di giuggiole, e hanno pure diffuso, a nome suo, un comunicato falso tutto ringraziamenti e ammirazione.

Il Berlusconi si vanta spesso della propria famiglia, dei tanti bei figli e nipoti e ora anche della nuova fidanzata (non della ex moglie, ahilei).

Sembra dunque di poter dire che si ritiene un buon padre di famiglia.
Per questo mi chiedo che cosa avrebbe pensato di un bellimbusto che avesse apostrofato Marina, Barbara o Eleonora al ritmo di battute come “Lei viene? Ma quante volte viene?” e via maniacando. O se qualcuno avesse dato a Piersilvio o a Luigi del frocio (perché le donne sono puttane e gli uomini sono finocchi… ma si fa per scherzare, diamine!).

Un ex ministro (della cultura, pure) ha minacciato in tv di rivelare – mi correggo: non li rivelerà: si limita a dire che ne è in possesso – gli sms gioiosi che smentirebbero alla radice l’offesa: ma che! quella ci stava e ne godeva.

Quello che non è stato detto sul palco della Green Power mi permetto di dirlo io (lo so, è più facile farlo da qui): lascia stare i nostri corpi. Le menti sono già, in buona parte, libere: ora leva le tue manacce dal resto.

Barbara Biagini

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187330

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Riportiamo il commento di Federico Geremicca su La Stampa dell’8 maggio e quello di Ugo Magri, sempre su La Stampa ma del 10 maggio.

Entrambi gli editoriali ci dicono che, per un verso o per l’altro, il solo partito strutturato rimasto in vita è quello democratico. Che tiene botta, schiaffoni post primarie a parte, e che può avvantaggiarsi del sistema elettorale vigente. Mentre il PDL si dibatte fra la voglia di mollare il governo e la desolante constatazione di aver rotto l’alleanza con la Lega senza averne costruita una con i centristi. Mentre Casini, dopo essersi reso conto che gli alleati Rutelli e Fini non sono affidabili, deve solo sperare che il governo Monti regga. Ma che futuro gli si prospetta, a legge elettorale vigente? Un’alleanza da mendicanti col PD o un ritorno al PDL. Ma senza Berlusconi.

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La caduta del premier salutata da migliaia di persone in piazza

Gianluca Luzi, Pubblico-Repubblica.it, 12 novembre 2012
Nelle due ore di colloquio all’ora di pranzo tra Berlusconi e Monti, il Cavaliere ha posto una serie di richieste e di garanzie a cui il senatore a vita ha opposto una serie di no. Resta sul tavolo, da risolvere, il problema di Gianni Letta. Berlusconi lo vuole assolutamente nella squadra di governo, ma – è stato lo stesso Berlusconi a dirlo al vertice del suo partito – la sinistra non vuole. E Monti ha ricordato al premier dimissionario che il suo sarà un governo di soli tecnici. Anche se in questa quota rientra un po’ a fatica il nome dell’ex presidente del consiglio Giuliano Amato. Forse però – e questo sarebbe molto gradito a Berlusconi – il governo che sta per nascere non si occuperebbe di legge elettorale né di legislazione sulle tv. Approvata anche alla Camera la legge di stabilità, con le dimissioni alle 20,30 al Quirinale, Berlusconi conclude la sua avventura al governo. Il centro di Roma è gremito dalla folla che festeggia la sua caduta. Davanti a Palazzo Chigi, lungo via del Corso, a Palazzo Grazioli, al Quirinale è una esplosione di festa e di rabbia contro il premier e i suoi ministri. Adesso Napolitano darà rapidamente l’incarico a Monti e lunedì si vedrà se i mercati continueranno a premiare questa soluzione. Non bisogna dimenticare, infatti, che lo spread con i Bund è sceso di centoquaranta punti negli ultimi due giorni solo per l’annuncio che Monti era in pole position per Palazzo Chigi. Con la fine del governo Berlusconi (ma è più che la fine di un governo, è la fine di un regime) il centrodestra rischia di esplodere e comunque non sarà come è stato fino ad ora. La Lega ha già confermato con Bossi che andrà all’opposizione. Il Pdl è sempre più spaccato tra chi vorrebbe dire no e chi invece è favorevole. L’alleanza di ferro tra Bossi e Berlusconi rischia di finire sull’appoggio del Pdl a Monti. Se dovessero prevalere i falchi, si andrebbe al voto, ma sarebbe comunque Monti a gestire la fase elettorale. Con Berlusconi fuori da Palazzo Chigi e senza la possibilità di spadroneggiare in Rai.

Video:
Berlusconi si reca al Quirinale per rassegnare le dimissioni: la folla lo accoglie al grido di “buffone”.

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A leggere le cronache ed i commenti dei quotidiani sull’incontro di ieri al quirinale, sembra che nessuno abbia più dubbi: l’epopea berlusconiana ha avuto il suo epilogo, le campane possono suonare a festa! Il corriere dedica un doppio paginone di commiato alla parabola ventennale, gramellini su la stampa si preoccupa già dei berlusCLONI, della repubblica evitiamo anche di parlarne visto che scalfari e mauro vedono berlusconi in evidente declino oramai da circa 7/8 anni!
Fermi tutti: ma possibile che sono il solo a credere convintamente che si è ancora nel bel mezzo della partita?!
Naturalmente spero di essere largamente smentito, ma il susseguirsi delle ultime vicende mi lascia immaginare ancora diversi colpi di coda:
dimissioni smentite dopo l’approvazione della legge di stabilitá?
legge infarcita di condoni e porcherie varie tale da renderla “invotabile” dalle opposizioni?
elezioni a febbraio e ricandidatura?
non lo so, ma se cosi non fosse, dovremmo dedurre che silvio abbia scelto per la sua dipartita un epilogo da statista puro: prima risolviamo i problemi del paese con l’approvazione immediata della legge di stabilità, poi mi faccio da parte favorendo una indispensabile ricomposizione del quadro politico/istituzionale!
Non so se vi torna il sillogismo, ma il concetto è presto detto: appurato in questi anni che la ragion di stato occupa l’ultimo dei pensieri di berlusconi, perchè mai avrebbe condizionato le sue dimissioni all’approvazione della legge di stabilità se non per prendere tempo e rilanciare come il più navigato tra i giocatori di poker???
Berlusconi non è finito, e questa verità dovrebbe almeno suggerire ai nostri pseudo leader maggior prudenza nelle loro vuote esternazioni quotidiane: il pdl rappresenta ancora un quarto dell’elettorato ed il pd è riuscito nell’impresa titanica di non guadagnare punti davanti al naufragio degli avversari… se ci penso mi viene da piangere!

given81

update
stasera il nostro presidente della repubblica ha nominato monti senatore a vita: potrebbe essere la miglior smentita ai dubbi espressi nell’articolo!

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