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Archive for the ‘Polo delle libertà’ Category

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Una serie di avvenimenti importanti per l’avvenire del Paese domina in questi giorni l’attenzione dei media e sconcerta non poco la gente comune.

Tra i più vistosi e variamente recensiti vale la pena di ricordarne alcuni.


I rifiuti a Napoli

Di chi la colpa dell’incredibile situazione nella quale è precipitata la città?
Come risolvere il problema dopo i tanti scaricabarile e annunci miracolistici miseramente falliti?
Come non vedere che l’accaduto ha ormai rilevanza nazionale e a che a quel livello va avviato a soluzione?

 

La riforma fiscale

Preme alle porte per la vulnerabilità del quadro economico-finanziario italiano, che ci tallona tutti da vicino.
Il manovratore è Tremonti, ma la sua prudenza non sembra condivisa da altri esponenti della maggioranza, che spingono invece verso un disperato recupero di voti attraverso una rischiosa riduzione fiscale.
Rialzo dell’IVA, aumento del prelievo sulle rendite, taglio drastico ai costi della politica, rimpasto di aliquote e detrazioni, patrimoniale, rilancio della caccia all’evasore sono tra le misure più discusse e variamente pesate della riforma.
Cosa ci riserverà alla fine questo governo?

 

La P4 di Bisignani

Cosa ha reso possibile che un individuo, fino a ieri sconosciuto ai più, divenisse uno strapotente faccendiere capace di condizionare le istituzioni democratiche ai suoi punti nodali?
Quali le misure da approntare affinché il caso non si ripeta, quali controlli mettere in campo per fermare l’infezione al suo nascere?

 

I travagli dell’opposizione

Il clima di risveglio politico improvviso scandito dall’esito delle due consultazioni popolari stravinte contro il governo in carica sembra ancora faticare a trovare una convincente traduzione nell’iniziativa dell’opposizione.
PD, Sel e IdV – obbligati compagni di viaggio – non hanno ancora né un programma, né un’organica coalizione né un leader comune
E’ troppo presto? Gli italiani non sono ancora pronti?
O sono i partiti del centro-sinistra a essere in ritardo rispetto al Paese reale?
E il terzo incomodo, il Polo di Centro, che fa? Sta ancora alla finestra? Fino a quando continuerà a scegliere di non scegliere?

 

Troppe domande?
O a ben vedere si tratta di un limitato campionario degli interrogativi che la gente, a ragione, oggi si pone sugli sbocchi che possono avere questi fatti nella vita di ognuno?

 
Qual è il vostro punto di vista?
Avete un’opinione su uno o più di questi temi?
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DA REPUBBLICA.IT (30 MAGGIO 2011)

Berlusconi “Abbiamo perso, ma andiamo avanti”
La Lega scarica la colpa sul premier e il Pdl
Il premier: “Napoletani e milanesi si pentiranno, spero che non succeda nulla di negativo per loro”. Maroni esclude ripercussioni sul governo, però invoca un “colpo di frusta per rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini”. Frattini: “Bisogna cambiare passo”. Bondi si dimette da coordinatore del Pdl. Salvini: “Noi leghisti abbiamo fatto il nostro dovere, qualcun altro ha perso 75 mila voti a Milano”

ROMA – Il presidente del Consiglio ammette la sconfitta. “Abbiamo perso, è evidente”. Ma rilancia: “Bisogna mantenere i nervi saldi. Il governo va avanti lo stesso. Bossi è d’accordo con me”, ha detto Berlusconi dalla Romania, dove è in visita ufficiale, dopo un intero pomeriggio di silenzio. Il leader della Lega ha dato il suo ok per andare avanti, in una telefonata col premier, ma è evidente – e emerge anche dalle parole degli altri esponenti del Carroccio – che ci sono delle condizioni precise. Berlusconi così può dire, in un intervento molto stringato, che “la maggioranza è coesa e determinata”. Per questo, ha aggiunto il premier, “ci restano alcune riforme, la riforma fiscale, della giustizia e il piano per il sud. Ogni volta che vengo sconfitto triplico le forze”. Berlusconi nega poi, di avere qualche colpa nella vittoria della sinistra: “No, no, nessuna responsabilità mia…” In quanto alle dimissioni, neanche a parlarne: “Sono sempre in disaccordo con la sinistra, volete che le dia ragione proprio adesso? Ma dai…” Il presidente del Consiglio ha annunciato anche una “riorganizzazione del Pdl per radicarlo di più sul territorio”.

E poi è passato agli avvertimenti: “Adesso i milanesi devono pregare il buon dio, che non gli succeda qualcosa di negativo perché veramente la città non era amministrata male”. Quanto alla vittoria di De Magistris, ha aggiunto: “nessun risultato mi ha sorpreso, perché avevamo visto ormai quello che stava accadendo. Penso che a Napoli si pentiranno tutti moltissimo e spero che non debba succedere così anche a Milano”.

Ma da Milano, la Lega lancia lo stesso il suo affondo, prima con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni e poi con il capogruppo del partito a Palazzo Marini, Matteo Salvini. Maroni è drastico: “E’ una vera sberla, ma questo non vuol dire che c’è bisogno di un cambio di squadra. Quello che c’è da fare è un serio rilancio dell’azione di governo, ci vuole un vero colpo di frusta per rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini. Anche Berlusconi concorda sul fatto che serve una forte ripresa dell’azione dell’esecutivo. Altrimenti l’anno prossimo ci sarà un’altra batosta alle amministrative e nel 2013 ce ne sarà una peggiore alle politiche. Batoste che nessuno vuole”, ha concluso il ministro dell’Interno.

Dello stesso avviso il ministro degli Esteri Franco Frattini: “Il governo va avanti, ma serve un rilancio. Il Pdl? Bene l’idea delle primarie. Lo avevamo detto – dice – prima dell’esito del voto e lo confermiamo: il governo va avanti. Del resto un’alternativa parlamentare neppure esiste: il Pd non ha certo vinto in queste amministrative che hanno visto in corsa, a Milano e Napoli, due candidati ben lontani dalla tradizione riformista e che hanno strapazzato già nelle primarie i suoi candidati. Siamo tornati – aggiunge – all’esperienza dell’Unione di Prodi, e ci ricordiamo tutti com’era finita quell’avventura. Il paradosso è semmai un centrodestra più credibile rispetto alla prospettiva e allo spettro di elezioni politiche che vedrebbero una sinistra tornata nel vestito di Arlecchino”. Il ministro degli Esteri osserva: “Ma non è certo questo l’argomento consolatorio che deve accompagnare la nostra riflessione. Può consolarci semmai una sola considerazione: che abbiamo ancora da giocare il secondo tempo e che governo e partito devono rimboccarsi le maniche con urgenza, prima che le speranze alimentate e le promesse non mantenute ci facciano perdere la partita”.

Salvini, dal canto suo, sostiene che la Lega “ha fatto il proprio dovere, in questi anni abbiamo aumentato i nostri voti di 35 mila unità, qualcun altro ne ha persi 75 mila. E qualcuno ne è responsabile. Nel 2006 la Moratti e il Pdl presero 245mila voti e noi della Lega 22mila. Oggi il Pdl ha preso 170mila voti e noi 57mila quindi qualcuno ha perso 75mila voti mentre noi ne abbiamo guadagnati 35mila”. ha spiegato Salvini, tenendo tuttavia a precisare che “quando si perde si perde tutti assieme”.

Salvini ha poi aggiunto: “Non mi interessano le colpe, quando si perde le colpe sono di tutti. Certo è – ha spiegato – che i milanesi si sono infastiditi nell’ascoltare temi che non interessano alla città come le Brigate rosse, i giudici, i ladri d’auto. Prendiamo comunque atto del voto e stare all’opposizione non ci spaventa. Ne riparleremo tra un paio d’anni -ha sottolineato Salvini – perchè non so per quanto tempo questa coalizione ‘minestrone’ guidata da Pisapia potrà andare avanti. Dal canto nostro passiamo da uno a quattro consiglieri e a Pisapia staremo sempre vicini anche quando ci sarà da dare battaglia”.

Nel Pdl la prima reazione è quella di Sandro Bondi, coordinatore del partito che ha rimesso il suo mandato nelle mani di Berlusconi: “Valutati i risultati elettorali Intendo rimettere il mio mandato di coordinatore nelle mani del premier. Ritengo – continua Bondi – che da questo momento il presidente Berlusconi debba ricevere non solo la più ampia fiducia e solidarietà ma soprattutto la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito”.

Dal canto suo, Gaetano Quagliarello, nel prendere atto delle dimissioni di Bondi, rilancia il ruolo di Berlusconi e sposta l’attenzione sul Terzo polo: “Non siamo disposti a uscire dal berlusconismo senza Berlusconi. Il centrodestra e il Pdl in particolare è andato quasi bene al Sud, soprattutto quando si è alleato con l’Udc”, ha sottolineato. “Abbiamo bisogno di allargare il centrodestra, visto anche l’allargamento del centrosinistra. Tra noi è il Terzo polo c’è un problema: loro vorrebbero farlo sacrificando Berlusconi, noi no”.

Il sottosegretario Carlo Giovanardi esorta invece il premier a pensare, “nei prossimi due anni, alla sua successione, io lo dico da tempo. Lui deve decidere se vuole passare alla storia come il maresciallo Tito, dopo il quale la Jugoslavia si frantumò, oppure come De Gasperi che ha costruito l’architrave di un sistema che ha funzionato per 40 anni”.

Maurizio Gasparri ammette la sconfitta: “Inutile sottolineare che siamo di fronte ad un risultato chiaramente ed ampiamente negativo. Sottovalutarne la portata sarebbe un errore. Ma alimentare spinte centrifughe nel centrodestra sarebbe un errore ancora più grande”.

Per Arturo Iannaccone, leader di Noi Sud, “la sconfitta odierna alle amministrative di Milano e Napoli non avrà effetti sulla tenuta del Governo, ma è evidente che rappresenta un campanello di allarme per il centrodestra di cui sarebbe miope non tenere conto. I cittadini vogliono essere amministrati con efficienza e attendono dal Governo soluzioni concrete ai loro problemi”.

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