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Archive for the ‘Sinistra’ Category

L’avevo auspicato un mese e mezzo fa e oggi avviene da un palco fiorentino: i due nostri ex contendenti uniti in campagna elettorale in cotroffensiva alla destra che rialza la testa e ai montiani che la testa se la sono forse montata un po’ troppo. Potrebbe diventare un’esperienza decisiva per noi ad impiegare più efficacemente l’energia e la comunicazione del sindaco per contrastare il cammino degli avvesari specie in Lombardia, regione come sappiamo determinante ai fini dell’affermazione in Senato. Non è mai troppo tardi.

Certo i nuovi ostacoli per noi si moltiplicano. Sulla strada ci troviamo di botto il macigno MPS, le indagini sui consiglieri lombardi spendaccioni, lo stesso attacco del neonato movimento Ingroia a disputare il consenso dell’alleato SEL. Non costituiscano nuovi alibi a nascondere la ns insicurezza tuttavia. Faccio mia qui la giusta esortazione di Michele Serra alla sinistra: bando a piagnistei e a menar gramo, faccia ognuno la sua parte di campagna a voce e testa alta. Solo così non avremo da pentircene.

Max

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E’ quello che la stampa internazionale preconizza oggi per i governi dei grandi Paesi europei entro la fine dell’anno. Se infatti l’Italia mantiene le promesse il centrosinistra da solo o in coalizione coi moderati dovrebbe centrare l’obiettivo fra meno di un mese, mentre in Germania la CDU alleata col FDP, battuta di un soffio in Bassa Sassonia soltanto una settimana fa da SDP e Verdi anticipa un esito simile per Settembre alle elezioni generali. Con l’aggiunta della Francia ecco bello e fatto il conto.

Contando anche i paesi minori (es Belgio, Danimarca ecc) già a guida socialdemocratica o socialista e la possibile aggiunta del Regno Unito nel 2015 si potrebbe anche azzardare che la svolta è in atto un po’ in tutto il continente verso una politica socialmente più giusta e solidale all’interno e più favorevole alla effettiva integrazione degli stati europei verso l’esterno. Diventa una media tendenza anche più significativa questa se osservata sotto la luce della crisi economica in corso che indurrebbe piuttosto popoli e gruppi di potere a ripiegare su se stessi cercando uno scampo di breve raggio e respiro.

Nessuna facile illusione tuttavia. Nazionalismo e populismo sono del pari risorti un po’ dappertutto, perdura il dominio ancora poco contrastato di banche e finanza dalla vista corta ma dal forte appetito, la moneta unica non pare ancora del tutto fuori pericolo, la disoccupazione è lontana dall’essere domata.

Resta l’impegno di chi vuole cambiare le cose, determinato coraggioso e costante, che alla fine avrà ragione dei tanti ostacoli. Io ci credo. 

Max

 

 

 

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A “Porta a Porta” del 18 dicembre il candidato Berlusconi tiene un’interessante lezione di economia e di storia economica, e come quei logorroici che riescono a intrattenere una conversazione con interlocutori silenziati rischia di ipnotizzarci.
E’ vero che l’euro causa solo danni, è vero che lo spread è una balla, è vero che il debito italiano dev’essere garantito da una banca centrale italiana (non certo dalla BCE).
E’ anche vero che Sarkozy era il sottopancia di Merkel, che gli italiani devono imparare a votare, che Monti l’ha invitato lui all’incontro del PPE.
E’ pure vero che l’IMU sulla prima casa sarà abrogata, che saranno create tasse sulla produzione di birra, che diminuiranno di 500 milioni i trasferimenti alle imprese che fingono di essere delle imprese.

Tutto ciò è in-con-tro-ver-ti-bi-le.
E anche un po’ surreale.
Ma molto più reale, certo, quando trascritto – cifra per cifra – sulla lavagna di Bruno Vespa.

Barbara Biagini

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Traduciamo liberamente da un bollettino appena giunto dal Labour Movement for Europe (LME).

” Tempo di qualche emozione per la sinistra europea questo.  I recenti successi elettorali nella grande regione tedesca del Nordrhein-Westfalen e l’elezione di Hollande alla presidenza francese testimoniano infatti del declino finalmente in corso della politica conservatrice nella UE.

Va detto tuttavia che la minaccia dell’uscita dall’Euro della Grecia unita al proliferare di piccoli patiti nazionalisti sorti qua e là in Europa non danno spazio a troppo autocompiacimento e inducono piuttosto il Partito Laburista così come gli altri partiti della stessa famiglia a scambiarsi idee sul come concepire un piano strategico unitario per vincere in questo clima di incertezza economica e fragilità sociale…”

Segue una serie di appuntamenti in calendario in GB tesi a far incontrare membri autorevoli del LP con i colleghi per lo più di SPD e PSF proprio per concertare insieme un’ipotesi di azione politica comune in Europa (significativo di questi giorni un appello ai militanti LP per un porta-a-porta in appoggio alla tornata dei ballottaggi di Domenica in Francia)

E noi del PD dove siamo, mentre le “altre” sinistre si ingegnano ad aiutarsi tra loro? Di Europa siamo soliti parlar molto, ma cosa facciamo in pratica per rilanciarne l’idea tra la gente? Chi se non la nostra parte dovrebbe occuparsene oggi che pare addirittura l’unica uscita possibile dalla crisi? Perché i ns deputati non vanno a questi incontri, se non altro per ascoltare la lezione europea da quelli che già la praticano?

Questi ed altri interrogativi sorgono spontanei alla lettura di quel bollettino. Noi non riusciamo a scorgere l’Europa tra le priorità del PD oltre al frequente enunciato. E’ ora che ce ne accorgiamo invece e cambiamo marcia. La storia non sta lì ad aspettarci.

Max

 

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E’ l’interrogativo che scaturisce dal quotidiano trafiletto che, non senza la vena satirica che conosciamo, denuncia una crescente indeterminatezza della linea di demarcazione politica tra destra e sinistra (ma forse i due termini sono invecchiati e ancora privi di sostituti atrettanto efficaci) certamente in Italia, ma non solo. Tra il lusco e il brusco, centra pure l’obiettivo nel sottolineare una certo disorientamento della nostra parte nel venir meno improvviso di un rozzo e facile bersaglio dei nostri strali in questo Paese.

L’amaca di Michele Serra, “La Repubblica” 10 gennaio 2012

Negli ultimi anni é stato sempre più difficile distinguere tra destra e sinistra. La crisi economica ci sta aiutando a ridefinire almeno il cinquanta per cento della questione. Della sinistra e di ciò che ha in mente capiamo pochino. Della destra, molto di più. Il premier Cameron che si schiera anima e corpo in difesa della City e boccia qualunque proposta di tassare le transazioni finanziarie: è di destra. I repubblicani Usa che tra le cause nefaste della crisi additano la riforma sanitaria di Obama: sono di destra. I deputati italiani del Pdl che imputano ai controlli fiscali il proposito di “denigrare la ricchezze”: sono di destra. Gli italiani che trafugano oro e contanti in Svizzera per paura dello Stato (i loro padri e nonni lo fecero, più romanticamente, per paura del comunismo): sono di destra. ll senatore americano Santorum (punta alla Casa Bianca) che considera blasfemo l’evoluzionismo ed è convinto che la Terra sia stata creata poche migliaia di anni fa da Dio:è di destra. La destra sarà anche rozza, anzi lo è spesso. Ma ha il pregio di non vergognarsi di quello che pensa e degli interessi che difende. Per la sinistra, a pensarci bene, la destra è la sola vera bussola rimasta: basta guardarla, basta ascoltarla, e si riacquista un minimo di stima per il fantasma della sinistra.

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Breve o longeva che risulti la vita di questo governo, riusciti o falliti i suoi intenti, scomposti e ricomposti gli schieramenti che lo sostengono o avversano in questo momento, il giorno del voto (al più tardi fra 16 mesi circa) gli Italiani dovranno comunque scegliere tra un Centro, una Sinistra o una Destra risultanti da questa transizione.

Alla luce di quanto visto fin qui, voi a chi assegnereste oggi la palma di quel suffragio?

Troppe, forse, le variabili in gioco nella crisi mondiale in corso per una ragionata opinione in merito, ce ne rendiamo ben conto. Eppure c’è già chi, tra la gente che incontrate quotidianamente, azzarda ipotesi più o meno fondate.
Le vostre quali sono?

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