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Archive for settembre 2011

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Dopo il blitz di Cameron e Sarkozy a Tripoli prima e a Bengasi poi, non senza ben orchestrato bagno di folla osannante, perfino la Turchia di Erdogan si è riaffacciata sulle sponde del Mediterraneo Arabo protestando un’antica e panislamica amicizia a quei popoli nel risveglio dalla tirannia.
E il nostro lungimirante governo quale politica estera ha espresso verso questi nuovi e importanti accadimenti a noi così vicini?
In Egitto e in Tunisia quasi nessuno li ha visti; in Libia invece ha percorso imperturbabile tutto l’arco delle posizioni: dalla trionfale e pagliaccesca accoglienza dello stesso sanguinario raìs a Roma un anno fa ai seguenti tentennamenti sull’appoggio ai ribelli e sulla partecipazione ai bombardamenti NATO, via via fino a un brevissimo e goffo incontro a Milano con un esponente del nuovo governo rivoluzionario in viaggio per Parigi. Fino alla totale scomparsa dalla scena di questi giorni.
Più elastico di così! 
Ma non disperate, vedrete che prima o poi anche Frattini (chi?) una passata da Tripoli ce la concede.

Partecipate al sondaggio che proponiamo sull’argomento, meglio se condito da un commento…

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Dal profilo Facebook del circolo Lia Bianchi

Dal profilo Facebook del circolo Montestella

 

 

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Alla Festa Democratica di Pesaro si è svolto, l’8 settembre, un dibattito sul tema “Democrazia, formazione politica e selezione della classe dirigente”.
Hanno partecipato Alfredo Reichlin, Pierluigi Castagnetti, Anna Maria Parente (responsabile nazionale formazione politica del PD), Klaus Tovar (responsabile formazione politica della SPD), Stefano Bonaccini (segretario del PD Emilia-Romagna). A coordinare il dibattito, Stefano D’Attorre.
Il video dell’incontro dura 52’27”.

Restando in tema ma adottando un diverso punto di vista, segnaliamo la seconda edizione della Scuola di cultura politica curata dalla Casa della Cultura di Milano.
Le ragioni del corso sono illustrate sul sito della CdC.
Non si tratta di un corso di “addestramento alla politica [… volto] all’insegnamento delle tecniche con cui rivolgersi nel modo più efficace agli elettori. Questi sono strumenti utili e importanti per chi fa politica, ma la priorità, ciò che oggi davvero manca, è la la forza delle opzioni politiche e ideali e la capacità di analisi e di costruzione dei programmi. […] la formazione politica deve essere finalizzata innanzitutto alla ricerca e allo studio delle idee e dei valori che devono animare le forze politiche”.

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Anche questo dibattito si è tenuto a Pesaro, ma è come se nelle Marche ci fosse un pezzo di Milano – oltre che di Torino.

Il 2 settembre Giulio Anselmi ha coordinato il confronto fra i due neo sindaci di Torino e Milano: Piero Fassino e Giuliano Pisapia.
Il titolo: “Vi racconto il cambiamento”.

Il video dell’incontro dura 62′ 34”.

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In questo numero non siamo sulla copertina dell’illustre settimanale – troppa grazia! Dobbiamo accontentarci, stavolta, di un trafiletto interno (illustrato da un Luca Cordero di Montezemolo affiancato dal cavallino della Ferrari) che non manca tuttavia di mandare inquietanti segnali di allarme un po’ a tutti i lettori di Eurolandia.
Non c’è proprio verso: esaurito il filone farsesco della saga berlusconiana, soltanto la minaccia di procurar grane anche agli altri può tirarci fuori dalla marginalità giornalistica degli avvenimenti nostrani.
Approfittiamo dunque della pur infrequente menzione delle faccende di casa nostra per offrirvene un estratto tradotto liberamente – ma, assicuriamo, fedelmente.

“A luglio Silvio Berlusconi, primo ministro e straordinario artista del “farla franca”, aveva scatenato una serie di attacchi di panico dei mercati sul debito pubblico italiano promettendo di annacquare un pacchetto già morbido di misure antideficit. Aveva poi dovuto ritrarsi per lo scompiglio in tal modo causato. La sua minaccia alla salute dell’euro è però riapparsa questa settimana, allorché ha spinto le finanze del suo Paese in un caos anche maggiore creando un buco di almeno 4-5 miliardi di euro nell’ultima manovra, destinata a districarle dall’inghippo nella quale si trovano da ben due mesi.
Sono due, ora, gli ostacoli da superare per l’Italia, a impedire una crisi della moneta unica ben più devastante di qualunque altra verificatasi fino ad oggi: ottenere la garanzia del sostegno della Banca centrale europea – con l’acquisto, a partire da metà agosto, di obbligazioni italiane per 30 miliardi di euro – e intraprendere la messa in cantiere di un piano di circa 45 miliardi di euro di riduzione del deficit richiesto dalla stessa Bce in cambio dell’appoggio. Così pareva sarebbe avvenuto dopo la dichiarazione di Berlusconi del 12 agosto, a dispetto del fatto che il piano di risanamento fosse varato prima del passaggio parlamentare. Ma in Italia nulla è mai al sicuro da modifiche. Il 29 agosto Berlusconi spacchetta il suo pacchetto tirando fuori la misura che più gli dispiace, la sovrattassa sugli alti redditi (mentre – suprema ironia – proprio Montezemolo invoca la necessità di chiedere di più a chi ha di più, se stesso compreso) e alleggerisce il taglio agli enti locali per ingraziarsi gli amministratori.
Seguono altre misure discutibili come la soppressione delle province tramite legge costituzionale, il dilazionamento dell’età pensionabile mediante il disconoscimento del riscatto degli anni di laurea e del servizio militare e altre di minore impatto.
Ma la pubblica protesta costringerà probabilmente Berlusconi a una manovra a U su questi provvedimenti, con il risultato di inficiare ulteriormente il suo primitivo piano di austerità.
Tutto ciò accresce il dubbio che la Bce possa continuare imperterrita l’acquisto del debito italiano.
Ma non basta. Sia il presidente della Bce Jean-Claude Trichet sia Mario Draghi, designato a succedergli, hanno richiesto nelle loro prescrizioni di includere nel disposto complessivo un’estesa serie di privatizzazioni e liberalizzazioni.
E di queste non v’è traccia nel programma del governo”.  

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Un servizio fra i più utili, per chi può usare Internet.

Con un cavo abbastanza lungo si può scorrere la rassegna stampa della Camera dei deputati anche standosene a letto, sul divano anche letto, nel salotto per chi ce l’ha, in terrazza pure e a seconda del tempo, nell’angolo cucina pur ridottissimo.

Poi ci sono le reti wireless.
Quella del comune di Milano, ancora piuttosto limitata.
Quella dell’università statale.
Quella dell’università Bocconi.
Quella dell’università Bicocca.
Quella dell’università IULM.

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