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Archive for the ‘Lega nord’ Category

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Brutta sorpresa questa sera al party della Lega Nord trentina: i NAS, stando alle ultime notizie, hanno dovuto impedire la consumazione del piatto principale: niente salamelle, questa volta si trattava di un orso importato dalla Slovenia, e per una volta il batterio E.Coli non c’entra. Pare infatti che le carte concernenti l’importazione dell’ingombrante quanto mai insolita pietanza non fossero propriamente in regola. Piccata la dirigenza regionale del partito: “Quei carabinieri erano stati mandati da Roma”.

Nel frattempo, mentre i leghisti s’interrogano su possibili complotti che vedono coinvolti  greenpeace, i PM di Milano e qualche UFO (a Borghezio piacciono tanto), gli ambientalisti esultano per il mancato banchetto.

Un pò meno gioioso l’orso, che all’arrivo dei carabinieri era già stato rosolato.

Pigna

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Dal sito della Lega Nord, illustrato da un Bossi pre-ictus, è possibile vedere le trasmissioni di Telepadania.
Più che possibile, obbligatorio: perché il sonoro scatta senza requie all’apertura del sito.
Più che vedere, vedere e rivedere, sentire e risentire: perché non pare possibile interrompere il video se non chiudendo la pagina.

L’angolo della mente è una delle più impegnate e impegnative. Psicologia, niente di meno.
Il professor dottor Cadonati si incarica di introdurci, con parole semplici, ai misteri dell’animo umano – il tutto introdotto dalle vertigini di Escher e dalla ninnananna aracnofobica dei Cure, per i fan dei Cure e per quelli di Escher.

Stenografico (approssimativo) di una puntata. Si parla di “appartenenza”.

Cadonati: Il legame della Lega con la gente è forte, di difficile comprensione per chi non ha questo senso di appartenenza.
Non è folklore ma visione della politica e dell’organizzazione dello Stato [la maiuscola è mia, NdR].
I grossi giornali non capiscono la forza della Lega. Proiettano la loro speranza, per un meccanismo psicologico che io ben conosco, di vedere un prato [quello di Pontida, NdR] deserto.
È come un marito che pensa che la moglie lo tradisca e finisce per crederci… ma non sto parlando di me! Anche perché io non ho una moglie… io convivo!
I giornali costruiscono una visione alla quale vogliono credere, poi finiscono per crederci davvero.
Della Lega Nord vengono fatti vedere personaggi coloriti, così non è per gli altri partiti. Per soddisfare il proprio editore si cercano figure da esibire per confermare il proprio pregiudizio.
Si trasmette un’immagine adolescenziale. Ma così sono i partiti rivoluzionari.
Alcuni giornalisti e la sinistra fanno apparire i peccatori come gente poco perbene e peccatori… vedi le corna della Lega…
La Lega Nord è la spinta verso l’autonomia, la ribellione. Non è gestibile né comprabile. Si vuole svilirla, ma scatta l’appartenenza a difesa di tale autonomia.
In effetti quasi tutti i partiti sono di sinistra, ma le elezioni le vince la destra… non parliamo dell’ultima parte… tutta l’Europa sta andando a destra, eppure la stragrande maggioranza dei giornali, dei giornalisti sono di sinistra. Come mai? Dovrebbero andare tutti a sinistra, se fosse vero che loro sono in grado di manipolare così tanto la folla. Ma questa invece è un’evidenza che la gente, checché ne pensino loro, è in grado di pensare in una maniera autonoma, che gli slogan, queste cose sono… fanno presa sulle… anime deboli, sostanzialmente, quindi su coloro che non hanno personalità e sono disposte a… ingurgitare qualunque tipo di, eh… messaggio o slogan… senza pensare.

Conduttore: Chiarissimo. Il tempo a nostra disposizione purtroppo è finito… allora grazie professore per questa chiacchierata, ovviamente…

Cadonati: Grazie a tutti voi.

Conduttore: Grazie ai telespettatori, e ovviamente grazie a soprattutto quelli, a tutti quelli che erano a Pontida su quel prato… con poco fango, quest’anno, per fortuna.
A settimana prossima, saluti!

(barbara biagini)

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DA REPUBBLICA.IT (30 MAGGIO 2011)

Berlusconi “Abbiamo perso, ma andiamo avanti”
La Lega scarica la colpa sul premier e il Pdl
Il premier: “Napoletani e milanesi si pentiranno, spero che non succeda nulla di negativo per loro”. Maroni esclude ripercussioni sul governo, però invoca un “colpo di frusta per rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini”. Frattini: “Bisogna cambiare passo”. Bondi si dimette da coordinatore del Pdl. Salvini: “Noi leghisti abbiamo fatto il nostro dovere, qualcun altro ha perso 75 mila voti a Milano”

ROMA – Il presidente del Consiglio ammette la sconfitta. “Abbiamo perso, è evidente”. Ma rilancia: “Bisogna mantenere i nervi saldi. Il governo va avanti lo stesso. Bossi è d’accordo con me”, ha detto Berlusconi dalla Romania, dove è in visita ufficiale, dopo un intero pomeriggio di silenzio. Il leader della Lega ha dato il suo ok per andare avanti, in una telefonata col premier, ma è evidente – e emerge anche dalle parole degli altri esponenti del Carroccio – che ci sono delle condizioni precise. Berlusconi così può dire, in un intervento molto stringato, che “la maggioranza è coesa e determinata”. Per questo, ha aggiunto il premier, “ci restano alcune riforme, la riforma fiscale, della giustizia e il piano per il sud. Ogni volta che vengo sconfitto triplico le forze”. Berlusconi nega poi, di avere qualche colpa nella vittoria della sinistra: “No, no, nessuna responsabilità mia…” In quanto alle dimissioni, neanche a parlarne: “Sono sempre in disaccordo con la sinistra, volete che le dia ragione proprio adesso? Ma dai…” Il presidente del Consiglio ha annunciato anche una “riorganizzazione del Pdl per radicarlo di più sul territorio”.

E poi è passato agli avvertimenti: “Adesso i milanesi devono pregare il buon dio, che non gli succeda qualcosa di negativo perché veramente la città non era amministrata male”. Quanto alla vittoria di De Magistris, ha aggiunto: “nessun risultato mi ha sorpreso, perché avevamo visto ormai quello che stava accadendo. Penso che a Napoli si pentiranno tutti moltissimo e spero che non debba succedere così anche a Milano”.

Ma da Milano, la Lega lancia lo stesso il suo affondo, prima con il ministro dell’Interno, Roberto Maroni e poi con il capogruppo del partito a Palazzo Marini, Matteo Salvini. Maroni è drastico: “E’ una vera sberla, ma questo non vuol dire che c’è bisogno di un cambio di squadra. Quello che c’è da fare è un serio rilancio dell’azione di governo, ci vuole un vero colpo di frusta per rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini. Anche Berlusconi concorda sul fatto che serve una forte ripresa dell’azione dell’esecutivo. Altrimenti l’anno prossimo ci sarà un’altra batosta alle amministrative e nel 2013 ce ne sarà una peggiore alle politiche. Batoste che nessuno vuole”, ha concluso il ministro dell’Interno.

Dello stesso avviso il ministro degli Esteri Franco Frattini: “Il governo va avanti, ma serve un rilancio. Il Pdl? Bene l’idea delle primarie. Lo avevamo detto – dice – prima dell’esito del voto e lo confermiamo: il governo va avanti. Del resto un’alternativa parlamentare neppure esiste: il Pd non ha certo vinto in queste amministrative che hanno visto in corsa, a Milano e Napoli, due candidati ben lontani dalla tradizione riformista e che hanno strapazzato già nelle primarie i suoi candidati. Siamo tornati – aggiunge – all’esperienza dell’Unione di Prodi, e ci ricordiamo tutti com’era finita quell’avventura. Il paradosso è semmai un centrodestra più credibile rispetto alla prospettiva e allo spettro di elezioni politiche che vedrebbero una sinistra tornata nel vestito di Arlecchino”. Il ministro degli Esteri osserva: “Ma non è certo questo l’argomento consolatorio che deve accompagnare la nostra riflessione. Può consolarci semmai una sola considerazione: che abbiamo ancora da giocare il secondo tempo e che governo e partito devono rimboccarsi le maniche con urgenza, prima che le speranze alimentate e le promesse non mantenute ci facciano perdere la partita”.

Salvini, dal canto suo, sostiene che la Lega “ha fatto il proprio dovere, in questi anni abbiamo aumentato i nostri voti di 35 mila unità, qualcun altro ne ha persi 75 mila. E qualcuno ne è responsabile. Nel 2006 la Moratti e il Pdl presero 245mila voti e noi della Lega 22mila. Oggi il Pdl ha preso 170mila voti e noi 57mila quindi qualcuno ha perso 75mila voti mentre noi ne abbiamo guadagnati 35mila”. ha spiegato Salvini, tenendo tuttavia a precisare che “quando si perde si perde tutti assieme”.

Salvini ha poi aggiunto: “Non mi interessano le colpe, quando si perde le colpe sono di tutti. Certo è – ha spiegato – che i milanesi si sono infastiditi nell’ascoltare temi che non interessano alla città come le Brigate rosse, i giudici, i ladri d’auto. Prendiamo comunque atto del voto e stare all’opposizione non ci spaventa. Ne riparleremo tra un paio d’anni -ha sottolineato Salvini – perchè non so per quanto tempo questa coalizione ‘minestrone’ guidata da Pisapia potrà andare avanti. Dal canto nostro passiamo da uno a quattro consiglieri e a Pisapia staremo sempre vicini anche quando ci sarà da dare battaglia”.

Nel Pdl la prima reazione è quella di Sandro Bondi, coordinatore del partito che ha rimesso il suo mandato nelle mani di Berlusconi: “Valutati i risultati elettorali Intendo rimettere il mio mandato di coordinatore nelle mani del premier. Ritengo – continua Bondi – che da questo momento il presidente Berlusconi debba ricevere non solo la più ampia fiducia e solidarietà ma soprattutto la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito”.

Dal canto suo, Gaetano Quagliarello, nel prendere atto delle dimissioni di Bondi, rilancia il ruolo di Berlusconi e sposta l’attenzione sul Terzo polo: “Non siamo disposti a uscire dal berlusconismo senza Berlusconi. Il centrodestra e il Pdl in particolare è andato quasi bene al Sud, soprattutto quando si è alleato con l’Udc”, ha sottolineato. “Abbiamo bisogno di allargare il centrodestra, visto anche l’allargamento del centrosinistra. Tra noi è il Terzo polo c’è un problema: loro vorrebbero farlo sacrificando Berlusconi, noi no”.

Il sottosegretario Carlo Giovanardi esorta invece il premier a pensare, “nei prossimi due anni, alla sua successione, io lo dico da tempo. Lui deve decidere se vuole passare alla storia come il maresciallo Tito, dopo il quale la Jugoslavia si frantumò, oppure come De Gasperi che ha costruito l’architrave di un sistema che ha funzionato per 40 anni”.

Maurizio Gasparri ammette la sconfitta: “Inutile sottolineare che siamo di fronte ad un risultato chiaramente ed ampiamente negativo. Sottovalutarne la portata sarebbe un errore. Ma alimentare spinte centrifughe nel centrodestra sarebbe un errore ancora più grande”.

Per Arturo Iannaccone, leader di Noi Sud, “la sconfitta odierna alle amministrative di Milano e Napoli non avrà effetti sulla tenuta del Governo, ma è evidente che rappresenta un campanello di allarme per il centrodestra di cui sarebbe miope non tenere conto. I cittadini vogliono essere amministrati con efficienza e attendono dal Governo soluzioni concrete ai loro problemi”.

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