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Posts Tagged ‘Elezioni amministrative’

 

Domenica 17, alle 14,30, in piazza del Duomo a Milano.

Bersani, Ambrosoli, Vendola, Pisapia e Tabacci insieme per la “pre-chiusura” della campagna elettorale.

Pre- perché rimane un’altra settimana per volantinare, incontrarsi e discutere. Per provare a cambiare.

 

barbara

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Sono quelle che Francesco Laforgia, coordinatore del PD milanese, lancia dalle colonne de “L’Unità” del 1. giugno.

Ala luce dei risultati delle recenti elezioni amministrative e dell’elezione – giusto un anno fa – di Giuliano Pisapia a sindaco della città (ex) capitale del berlusconismo, Laforgia propone una riflessione sul passato e tre idee per il futuro.

La riflessione su ciò che è stato:  il PD ha vinto dove saputo superare le divisioni interne e far proprio un messaggio di cambiamento e partecipazione.

Le idee sul futuro del PD:
1. Elezione dei parlamentari da parte degli iscritti e degli elettori. Il 50% da parte degli iscritti, per inverare i concetti di partecipazione e  di responsabilità che fanno di un partito una formazione dotata di senso. Il 50% da parte degli elettori, perché un partito ha un senso solo se è aperto.
2. Creazione dei “Comitati per l’Italia”, luoghi di discussione sul PD, seguiti fra settembre e novembre da assemblee territoriali che si esprimano sull’idea di Europa, sulla crisi e sulla riforma della politica per contribuire alla definizione della linea del PD.
3.  Totale rinnovamento della compagine che chiederà il voto alle prossime elezioni politiche.

A margine, la richiesta di fare di Milano uno dei luoghi chiave della campagna elettorale. Per ripartire sulla scia di un vento che qui è già cambiato.

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Riportiamo il commento di Federico Geremicca su La Stampa dell’8 maggio e quello di Ugo Magri, sempre su La Stampa ma del 10 maggio.

Entrambi gli editoriali ci dicono che, per un verso o per l’altro, il solo partito strutturato rimasto in vita è quello democratico. Che tiene botta, schiaffoni post primarie a parte, e che può avvantaggiarsi del sistema elettorale vigente. Mentre il PDL si dibatte fra la voglia di mollare il governo e la desolante constatazione di aver rotto l’alleanza con la Lega senza averne costruita una con i centristi. Mentre Casini, dopo essersi reso conto che gli alleati Rutelli e Fini non sono affidabili, deve solo sperare che il governo Monti regga. Ma che futuro gli si prospetta, a legge elettorale vigente? Un’alleanza da mendicanti col PD o un ritorno al PDL. Ma senza Berlusconi.

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