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Posts Tagged ‘Bersani’

E’ solo da pochi mesi che ho cominciato a conoscere il PD  dall’interno…

Prima del disastroso risultato elettorale probabilmente votavo PD senza però conoscerlo veramente.

Alle primarie non immaginavo di avere in mano l’esito delle future elezioni, scelsi colui che più mi rappresentava e mi piaceva di più, da elettrice ingenua quale ero.

Con quel voto io, e tanti come me, probabilmente segnammo la sconfitta alle elezioni. Ognuno è artefice del suo destino, verissimo. Ma io non lo sapevo, nessuno me l’aveva detto, noi dovevamo vincere. Anzi, noi avevamo vinto.

E così nei mesi a venire mi rimproverai la mia scarsa lungimiranza, mi iscrissi al PD con il proposito di non sbagliare più.

E’ stata anche colpa mia, questo non l’ho mai negato.  Eppure di mea culpa, soprattutto dall’alto non è che  ne abbia sentiti tanti,  invece mi capita di ascoltare tanti personaggi, fino ad otto mesi devoti a Tizio che improvvisamente illuminati salgono sul carro del vincitore: “perchè questa è la giusta scelta”.

Il tutto senza il minimo scrupolo di rendere conto della propria radicale svolta. 

Io almeno ero esterna, ero ingenua. Ma questi luminari perchè non si sono svegliati 9 mesi fa,  almeno si vinceva? Le cose sono due, o c’è tanta ingenuità o tanta ipocrisia?

 Io nel dubbio una asfaltatina a tutti questi voltagabbana la darei, sisi.

 

PaL

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Ci sono due modi di presentarsi a qualcuno col cappello in mano.

1) Accetti di far trasmettere in diretta la sessione di questua (tu sei il questuante, è chiaro);
2) Travesti la questua da offerta “forte” e la presenti in privato, cioè di nascosto.

In entrambi i casi è difficile, davvero difficile far passare il cappello che porti in mano per il cappello dal quale estrai la carta vincente.

E’ questo il PD che vogliamo?

 

barbara biagini

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Pur provenendo dalla provincia di Siena, sono meno addentro alle vicende del Monte dei Paschi di quanto ne sia Beppe Grillo, che ha comunicato ai propri eletti la verità sul caso. Compreso il fatto che ci saranno altre morti, e che il suicidio di David Rossi non è stato un suicidio.

La verità è che è tutta colpa di Bersani se alcuni dirigenti, alcuni dipendenti e alcuni consulenti esterni (cooptati sul mercato dei fondi) hanno partecipato a operazioni illegali.

E’ colpa di Bersani se si è rubato, se si è comprata una banca (Antoneveneta) a un prezzo superiore al suo valore, se si è ingannata la Banca d’Italia.

Invece io vorrei dire – e l’ho detto ai militanti del M5S incontrati a un gazebo – che il PD nazionale non è necessariamente coinvolto nelle manovre del partito al livello locale; che vedono coinvolti, peraltro, il PDL e tutte le forze politiche della città.

Buffo che chi considera la stampa italiana una manica di parassiti pagati dallo Stato per disinformare i cittadini si faccia un’idea dalla suddetta, screditata, fonte.

 

barbara biagini

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Sembra partito sotto i migliori auspici il percorso di Bersani per costruire la nuova alleanza di governo per il 2013.  La carta degli intenti anzitutto che per prima redige in autonomia il PD, cerniera dell’operazione, per una volta senza inseguire nessuno prima ancora del via.

I contenuti non li conosciamo in dettaglio, ma dai capitoli principali delineati dalla stampa (Europa, conti in ordine, patrimoniale, riforma giustizia, unioni civili, cittadinanza immigrati, lotta alla precarietà, detassazione lavoro e imprese, competenza e disciplina dei governanti… per citarli senza ordine) ci paiono ben congegnati per ricomprendere un po’ tutti quelli che potrebbero starci, da SEL a UDC passando per associazioni e movimenti democratici. Saggia pure la premessa del segretario di poter accogliere perfezionamenti del programma senza concedere tuttavia il passo agli stravolgimenti.

Oggi Bersani ha incontrato Vendola per primo, e non poteva che essere così se l’obiettivo ultimo della strategia è quello di un incontro storico tra progressisti e moderati (liberali e centristi, insomma). Per farlo bisogna infatti che i primi si esprimano con una sola voce per trattare coi secondi, lo intende chiunque. Il risultato fresco fresco pare anch’esso incoraggiante. Avanti così, perciò.

Sappiamo però che il segretario ha escluso per ora un pari incontro da tenere con Di Pietro, allontanatosi un po’ troppo dalla nostra linea di condotta per abbracciare il facile populismo di una sterile antipolitica. Noi però non dimentichiamo coloro che dai ranghi coraggiosi della IDV hanno combattuto accanto a noi il tragicomico berluscoleghismo per troppi anni imperante in Italia con una determinazione e incisività di denucia talora maggiore della nostra a difesa strenua della stessa democrazia in pericolo. A costoro, che teniamo nel massimo rispetto, rivolgiamo l’augurio di non naufragare nella rotta isolata intrapresa ora dal loro leader e a riprendere  piuttosto quella delle riforme concrete insieme al PD.

Abbiamo bisogno anche di voi per battere la destra e ricostruire il Paese. Vi aspettiamo, dunque!

Max

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Riportiamo il commento di Federico Geremicca su La Stampa dell’8 maggio e quello di Ugo Magri, sempre su La Stampa ma del 10 maggio.

Entrambi gli editoriali ci dicono che, per un verso o per l’altro, il solo partito strutturato rimasto in vita è quello democratico. Che tiene botta, schiaffoni post primarie a parte, e che può avvantaggiarsi del sistema elettorale vigente. Mentre il PDL si dibatte fra la voglia di mollare il governo e la desolante constatazione di aver rotto l’alleanza con la Lega senza averne costruita una con i centristi. Mentre Casini, dopo essersi reso conto che gli alleati Rutelli e Fini non sono affidabili, deve solo sperare che il governo Monti regga. Ma che futuro gli si prospetta, a legge elettorale vigente? Un’alleanza da mendicanti col PD o un ritorno al PDL. Ma senza Berlusconi.

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