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Archive for maggio 2011

Nell’articolo allegato, Luigi Zingales introduce una interessante interpretazione del clamoroso caso che ha visto coinvolto il Direttore del FMI: l’assoluta semplicità con la quale la denuncia di una sconosciuta cameriera del Sofitel è stata tramutata nel giro di poche ore nello spettacolare arresto di DSK, sarebbe il sentore di una cultura scevra da condizionamenti e timori reverenziali verso i potenti. La matrice di simil impostazione culturale, Zingales la rintraccia anche nell’educazione scolastica: a fronte della cieca obbedienza verso l’Autorità insegnata in Italia fin da bambini, in America, ci ricorda, “viene insegnato il diritto-dovere di stand up speak out”, sostanzialmente “alzati e chiedi conto delle azioni dei tuoi superiori”.
Il problema è che nel bel paese l’autonomia di giudizio e la personalità per esprimerlo sono spesso associati al disordine, l’anarchia, l’insubordinazione: la sudditanza, di qualsiasi genere, in tutti i campi sociali, è la naturale conseguenza del ragionamento.

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zingales – dsk e il primato dei più deboli

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Circoscrizioni di Milano è un clamoroso 9-0

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Il Sole24Ore_Aldo Bonomi: le domande inascoltate di milano
La Repubblica_Ezio Mauro: cambiare è possibile
Europa_Giuseppe Civati: mission possible
La Stampa_Luca Ricolfi: il segnale dei cittadini stanchi
Libero_Vittorio Feltri: silvio non è morto

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L’analisi del voto – rassegna stampa 18-05

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Per Bersani “loro hanno perso, noi abbiamo vinto”. Il giudizio non manca di sintesi ed efficacia: stimola un retrogusto vagamente sadico al pensiero della Santanchè di fronte ai risultati; esalta gli aspetti positivi della tornata rifuggendo da fastidiosi esami di coscienza. A mente fredda però, vediamo di valutare quanto aderenti alla realtà siano effettivamente le due interpretazioni:

1) che loro abbiamo perso non sembra in discussione: il pdl arretra clamorosamente a Milano e non riesce a conquistare Napoli nemmeno al prezzo di vergognose promesse elettorali. Il dato inequivoco per eccellenza sembra essere il numero di preferenze accordate a Berlusconi nella sua città natale: dalle 53mila del 2006 alle 27mila di ieri; oramai pare chiaro anche a molti tra i suoi più accaniti sostenitori l’errore di fondo: non c’è nessun statista liberale, si tratta semplicemente di un anziano signore infoiato e tristemente monotematico come tanti se ne trovano davanti agli scavi delle città o seduti ai tavolini di sperduti bar di paese. Con un condottiero in evidente parabola discendente e luogotenenti della stoffa di Stracquadanio, il fortino dell’avversario potrebbe e dovrebbe essere oggetto di razzie…

2) …dovrebbe, appunto! Si perchè, se pur in presenza di un buon risultato, quella del pd non è stata di certo una goleada: per capirci, non si tratta del new labour che atterra fragorosamente sulle macerie del tatcherismo; in fondo Belpietro e compagnia hanno gioco facile nel ricordare che Pisapia, nella città evocata come epicentro del presunto terremoto elettorale, si trova solo un punticino percentuale più avanti del Ferrante 2006. Questa considerazione non deve far scemare l’entusiasmo creato dal sorpasso sulla brichetto, va anzi sfruttata per aumentare consapevolezza e fiducia in vista del ballottaggio: oltre quel 48 per cento c’è ancora evidente spazio per confermare e consolidare la supremazia tra due settimane; magari anche pensando di presentare in anticipo la potenziale squadra di governo che dovrà ridare vita e colore ad una città sempre piú algida e fredda come il suo attuale sindaco.

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• Castelbarco Albani 557
• Foschi Luca 508
• Arrigoni Fabio Luigi 485
• Abdu Ismahil Mattia 440
• Sannazzaro Natta F. 275
• Sitia Leopoldo L. 232
• Violante Sergio P. 173
• Capirchio Donatella 168
• Marzotto Caotorta D. 161
• Selmi Giacomo 111
• Canepa M. 106
• Vecchione Davide 74
• Mainini Micaela M. 46
• Pedercini Luca G. 43
• Biagini Barbara 41
• Bossi Tommaso 35
• Vendrame Simona G. 27
• Gabrielli Wiseman B. 26
• Gattone Riccardo 25
• Puglisi Eleonora 21
• Mazzocco Vendramina 20
• Borruso Edoardo G. 18
• Airaldi Lorenza L. 17
• Aloi Grazia 17
• Di Castelnuovo M. 15
• Baccani Luisa Pia G. 13
• Pontiggia Valeria M. 12
• Fabiani Licia 11
• Goldaniga Alessandro 10
• De Luca Marco U. 7
• Beltrami Ada 4

fonte: Comune di Milano

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E poi: quanti sono? Quando si terranno? Quali sono le questioni in ballo? Dire sì, dire no?

Non se ne parla, non si fa informazione. E’ già tanto che si svolgano tutti – nazionali e comunali – negli stessi giorni…

Allora proviamo a fare chiarezza.

Ci sono le quattro domande alle quali tutti gli italiani saranno chiamati a rispondere il 12 e il 13 giugno:

1 Legittimo impedimento
2 Energia nucleare
3 Acqua pubblica (primo quesito)
4 Acqua pubblica (secondo quesito)

Poi, per i milanesi, altre cinque domande. A cui rispondere sempre il 12 e il 13 giugno.
Di che si parla? Di qualità dell’ambiente e di mobilità sostenibile.

Cosa si chiederà ai cittadini?
Questo:
“Volete voi…”

1 Ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di “Ecopass” e la pedonalizzazione del centro?
2 Raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo?
3 Conservare il futuro parco dell’area EXPO?
4 Realizzare risparmio energetico e ridurre l’emissione di gas serra?
5 Riaprire il sistema dei Navigli milanesi?

Sì, Sì, Sì, Sì, Sì, Sì, Sì, Sì, Sì.
Nove “Sì” per dire che Sì, ci teniamo, alla nostra salute. Ci teniamo, al futuro dei nostri bambini. Ci teniamo, a spendere meno. Ci teniamo, a respirare meglio. Ci teniamo, a una città verde e vivibile e bella. Ci teniamo, al nostro pianeta. Ci teniamo, all’uguaglianza delle persone di fronte alla legge. Ci teniamo, all’energia pulita. Ci teniamo, all’acqua del sindaco – e dei cittadini.

I referendum milanesi

I referendum nazionali 1

I referendum nazionali 2

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