Capisco l’interesse avvincente per le boccaccesche vicende giudiziarie del Cavaliere, intuisco perfino quanto sia emozionante lo sfoglio della margherita da parte di Renzi pencolante tra premierato e segreteria PD, ma trovo lo stesso incredibile che l’epocale proposta lanciata da Hollande la scorsa settimana abbia avuto così poco risalto nei media di casa nostra.
La Francia per bocca del suo Presidente ha chiesto la nascita entro il 2015 di un governo unitario europeo con bilancio comune, debito sovrano comune, politica economica, estera e della difesa comuni! Scusate se è poco specie per un Paese ritenuto fino a ieri geloso della sua sovranità e restio, se non nelle parole nei fatti, all’unione politica della UE. Il progetto di Hollande prevede anche l’elezione del futuro presidente europeo col voto dei 500 milioni di cittadini UE (o di quelli i cui paesi ci staranno). Due anni di tempo dunque per i 28 di prepararsi ed affrontare la storica svolta.
E’ chiaro, l’appello è rivolto pricipalmente alla Germania ma se questa o altri paesi nicchieranno, la Francia è disposta ad andare avanti con quelli che accettano l’ipotesi federale da subito. Già si conoscono quelli riluttanti, ben rappresentati come sono dalla Gran Bretagna e da nordici che le ruotano intorno. Ma il passo di accelerazione è allo stesso tempo sorprendente e grandioso, foriero di una nuova speranza di rinascita per un continente in pluriennale declino politico ed economico di fronte all’affermazione delle nuove potenze globali.
Or sono 63 anni Robert Schuman formulava la prima ipotesi di Europa unita. Un altro Francese indica oggi la strada per trasformare quell’idea in realtà. Vive l’Europe, Vive la France, Vive le PS!
Max
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